La diciannovesima tappa del Tour de France 2025, da Albertville a La Plagne, è stata una delle più intense ed emozionanti di questa edizione, nonostante la sua lunghezza ridotta a 95 chilometri a causa di un’improvvisa emergenza sanitaria legata a un’epidemia bovina nella zona del Col des Saisies.
La corsa è partita poco dopo le 13:30 e sin dai primi chilometri si è capito che non sarebbe stata una semplice tappa di trasferimento alpino: il Col du Pré, prima grande asperità di giornata, ha acceso subito le polveri con Primož Roglič che ha lanciato un attacco deciso, seguito da Lenny Martinez e Valentin Paret-Peintre.
Il gruppo maglia gialla, controllato con calma ma fermezza dalla UAE Emirates di Tadej Pogačar, ha lasciato fare senza mai andare nel panico.
Martinez ha transitato in testa anche al Cormet de Roselend, ma le sue speranze di gloria si sono infrante in discesa, quando è stato ripreso prima dell’ascesa finale verso La Plagne.
La salita conclusiva, 14 chilometri durissimi, ha ribaltato la corsa e rimescolato le carte: a sorpresa è stato l’olandese Thymen Arensman, corridore solido ma non considerato tra i favoriti della giornata, a piazzare l’attacco decisivo.
Partito a poco più di 10 chilometri dall’arrivo, ha costruito un vantaggio minimo ma sufficiente per resistere al ritorno del duo Pogačar-Vingegaard, che ancora una volta hanno deciso di marcarsi più che attaccarsi a vicenda.
I due rivali hanno scollinato praticamente insieme, ma senza mai collaborare davvero nell’inseguimento, lasciando ad Arensman la gloria del traguardo.
Il corridore della Ineos Grenadiers ha così conquistato la sua seconda vittoria di tappa in questo Tour, tagliando il traguardo con appena due secondi di vantaggio su Pogačar e Vingegaard, che hanno chiuso appaiati ma senza mutamenti nei distacchi di classifica generale.
Poco dietro, Oscar Onley ha confermato il suo stato di grazia, giungendo quarto e rafforzando il suo quarto posto nella generale, ormai a ridosso del podio.
Roglič, generoso ma forse troppo impulsivo, ha pagato lo sforzo iniziale crollando nell’ultima salita, e scivolando all’ottavo posto in classifica.
Pogačar conserva così la maglia gialla con un vantaggio rassicurante su Vingegaard, ormai superiore ai quattro minuti, mentre Florian Lipowitz, silenzioso ma regolare, rimane terzo.
A due giorni dalla fine della Gran Boucle, il Tour sembra ormai nelle mani dello sloveno, che ha saputo dominare montagne e cronometro con una maturità superiore rispetto agli anni passati.
Oggi la ventesima tappa da Nantua a Pontarlier sarà l’ultima occasione per gli attaccanti di stravolgere qualcosa, ma la sensazione è che i giochi per la maglia gialla siano ormai fatti, con Pogačar sempre più vicino al suo terzo Tour de France.
Ma se c’è una lezione che la corsa di oggi ha lasciato, è che nulla è scontato: bastano pochi chilometri, una mossa coraggiosa come quella di Arensman, e tutto può cambiare in un attimo.
