È stata una giornata epica quella di ieri sulle strade dei Pirenei.
La 14ª tappa del Tour de France 2025, da Luchon a Superbagneres, ha regalato spettacolo e colpi di scena. A firmare il capolavoro è stato Thymen Arensman, l’olandese della Ineos Grenadiers, protagonista assoluto con un’azione d’altri tempi.
Entrato nella fuga di giornata già sulle prime rampe del mitico Col du Tourmalet, Arensman ha saputo dosare le energie e attaccare nel momento decisivo, staccando tutti sul Col de Peyresourde, dove ha superato anche Lenny Martinez, maglia a pois e uno dei grandi protagonisti di questa edizione.
L’olandese ha poi affrontato in solitaria la lunga ascesa finale verso Superbagneres, tagliando il traguardo con le braccia al cielo e conquistando una delle tappe più dure e prestigiose dell’intero Tour.
In solitaria, l’olandese ha affrontato le ultime rampe tra due ali di folla in delirio, regalando un’immagine d’altri tempi: viso teso, pedalata fluida, mani sul manubrio basso e sguardo concentrato. Nessuno è riuscito a colmare il distacco, e il corridore della Ineos ha potuto tagliare il traguardo con le braccia alzate e un sorriso carico di emozione. È la sua prima vittoria al Tour, ed è arrivata nella maniera più spettacolare possibile.
Alle sue spalle, la sfida tra i big non ha deluso: Jonas Vingegaard e Tadej Pogacar hanno controllato il gruppo maglia gialla. Lo sloveno ha risposto con autorevolezza a ogni accelerazione, mantenendo saldamente la leadership della classifica generale. Pogacar ha mostrato solidità e lucidità, confermandosi in pieno controllo della corsa e sempre più lanciato verso un altro trionfo a Parigi.
La nota più amara di giornata arriva invece con il ritiro di Remco Evenepoel. Il belga della Soudal Quick-Step, sofferente già dalla vigilia, ha alzato bandiera bianca proprio sulle dure pendenze del Tourmalet, dicendo addio ai sogni di gloria in questo Tour. Una battuta d’arresto che segna profondamente la sua stagione.
La tappa ha confermato quanto i Pirenei possano essere giudici spietati e spettacolari. Arensman entra nella leggenda con una vittoria memorabile, mentre Pogacar continua a vestire il giallo con la sicurezza di chi conosce il sapore del trionfo.
