Budapest, 12 agosto 2025. Il cielo dell’atletica leggera si è alzato ancora una volta, e a spingerlo più in alto è stato, come ormai accade da anni, il re incontrastato del salto con l’asta: Armand “Mondo” Duplantis. Lo svedese ha compiuto un’altra impresa leggendaria, stabilendo il nuovo record del mondo con la misura di 6.29 metri, in occasione della tappa “Gold” del Continental Tour a Budapest.
Il primato, che migliora di un centimetro il precedente da lui stesso firmato lo scorso 15 giugno a Stoccolma (6.28), è arrivato al primo tentativo, con un gesto tecnico impeccabile, che ha lasciato il pubblico ungherese in un’esplosione di applausi e stupore.
Quello realizzato nella capitale ungherese è il tredicesimo record mondiale della carriera di Duplantis. Una sequenza senza precedenti, iniziata l’8 febbraio 2020 a Toruń, in Polonia, quando allora ventenne superò i 6.17 metri, battendo il primato di Renaud Lavillenie (6.16 indoor, 2014).
Da quel momento, “Mondo” non ha mai smesso di spingersi oltre i limiti della specialità, frantumando il proprio record con una costanza che ha dell’incredibile. Dal 2020 al 2025, quasi ogni stagione ha portato con sé un nuovo primato, trasformando Duplantis in una leggenda vivente dell’atletica.
La serata di Budapest è stata una progressione di emozioni. Dopo aver superato 6.11 metri al secondo tentativo, il campione scandinavo ha chiamato subito la misura storica di 6.29. Silenzio, concentrazione, rincorsa perfetta, stacco esplosivo e un superamento netto, con ampio margine di sicurezza rispetto all’asticella.
Il gesto tecnico, armonioso e potente, ha confermato ancora una volta le sue straordinarie doti di velocità, forza e coordinazione. Ma non si tratta solo di qualità fisiche: la capacità mentale di affrontare e superare ogni nuovo limite è ciò che rende Duplantis un atleta unico.
Duplantis non è soltanto un detentore di record: è un dominatore assoluto della disciplina. Negli ultimi cinque anni ha conquistato ori olimpici, titoli mondiali e campionati europei, mantenendo una continuità di rendimento impressionante. Nelle finali più importanti, raramente ha fallito, e anzi ha spesso regalato le migliori prestazioni proprio sotto pressione.
Il 6.29 non è soltanto un numero, ma il simbolo di un dominio tecnico, atletico e mentale che non trova paragoni nella storia del salto con l’asta.
Se c’è una caratteristica che distingue Duplantis, è la sua insaziabile voglia di migliorarsi. Appena sceso dal materasso, il campione ha sorriso e salutato il pubblico, consapevole di aver scritto un’altra pagina di storia, ma senza dare l’impressione di essere arrivato al limite.
Molti si chiedono fin dove potrà arrivare: 6.30, 6.35, forse addirittura 6.40? Con la sua tecnica, la sua condizione fisica e la mentalità vincente che lo contraddistingue, non è azzardato pensare che il futuro possa riservare altre serate leggendarie.
A soli 25 anni, Armand Duplantis ha già lasciato un segno indelebile nella storia dello sport. Ma la sua carriera è ancora nel pieno, e ogni gara è l’occasione per assistere a qualcosa di irripetibile. L’asticella continua a salire, e con essa cresce l’attesa per il prossimo capitolo di una storia che sembra non avere fine.
Il 6.29 di Budapest non è solo un record: è un nuovo confine per l’atletica mondiale, tracciato da un atleta che sembra nato per superare ciò che tutti consideravano impossibile.
