Il 9 agosto, presso la parrocchia di San Donato a Livizzano, nel comune di Montespertoli (Toscana), si è tenuta la solenne celebrazione per la festività del patrono San Donato, vescovo e martire sotto le persecuzioni di Diocleziano nel 304. La Santa Messa è stata presieduta dal Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo emerito di Genova ed ex presidente della Conferenza Episcopale Italiana, alla presenza di centinaia di fedeli giunti da diverse zone della Toscana, dei rappresentanti delle amministrazioni comunali di Montespertoli e Montelupo Fiorentino e delle autorità civili e militari locali.
La liturgia è stata concelebrata dal vicario foraneo Padre Paolo Brogi e dal missionario congolese Padre Gregorie Mashala Bitwakamba, ed è stata accolta dal parroco Don Cristian Meriggi e da Monsignor Marco Zanobini, vicario generale dell’Arcidiocesi di Firenze.
Era prevista anche la presenza del Cardinale Ernest Simoni, assente poiché impegnato in Albania.
Al termine della celebrazione, Don Meriggi ha omaggiato il Cardinale Bagnasco con un piatto in ceramica tradizionale di Montelupo recante il monogramma di Cristo, mentre Monsignor Zanobini ha ricevuto un’icona realizzata dalle religiose della Fraternità di Maria Immacolata Madre.
Durante l’omelia, il Cardinale Bagnasco ha sviluppato una profonda riflessione sulla testimonianza cristiana, affermando che «ciò che non è verità deve essere proclamato dai tetti, ciò che è buono per l’umanità deve essere annunciato con la libertà di tutti, ma anche con la chiarezza della fede cristiana».
Il porporato ha poi spiegato che «la fede non è solo credere in un Dio superiore a noi; è anche vivere con Gesù, che ci ha mostrato e rivelato il vero volto di Dio, il suo cuore misericordioso e paterno, e ci ha dato la sua parola».
Entrando nel merito del ruolo del cristiano nella società, Bagnasco ha evidenziato come «la fede è anche giudizio, cioè giudicare la storia e le situazioni con lo sguardo del Vangelo, con lo sguardo di Gesù. Questo non significa giudicare le persone; è Dio che emette il giudizio finale, ma giudicare le situazioni concrete».
Richiamando infine il martirio di San Donato, il Cardinale ha ricordato che il santo «è morto per la fede, per la testimonianza della fede», proponendolo come modello di fedeltà e pastore, prima di concludere rivolgendosi all’assemblea con le parole «ho trovato una comunità bellissima» e invitando tutti i presenti a mantenere lo sguardo fisso su Cristo e a confidare nella redenzione promessa dal Signore.
