di Giuseppe Canisio
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IL DIRITTO DI ISRAELE ALLA VERITÀ E ALLA SICUREZZA
In un tempo in cui le parole dei leader mondiali risuonano con conseguenze sempre più pesanti, le dichiarazioni del presidente israeliano Isaac Herzog in risposta al Capo dello Stato Sergio Mattarella meritano attenzione e rispetto.
La scelta di Herzog di rispondere con fermezza ma con tono rispettoso dimostra la statura di un leader consapevole della complessità del conflitto in Medio Oriente e della necessità di affermare la verità dei fatti, anche quando essa viene offuscata da una narrativa spesso parziale.
Israele è uno Stato democratico assediato da decenni da minacce esistenziali, da terrorismo indiscriminato e da attacchi mirati contro la propria popolazione civile.
La sicurezza nazionale non è un concetto astratto: è una condizione quotidianamente minacciata, a cui lo Stato ebraico risponde con mezzi che sono, nella stragrande maggioranza dei casi, mirati, calibrati e subordinati a principi di diritto internazionale, anche in contesti estremamente difficili come quello di Gaza, dove Hamas continua a utilizzare i civili come scudi umani e a lanciare razzi dai centri abitati.
La frase del presidente Mattarella, secondo cui Israele avrebbe “l’intenzione di uccidere in modo indiscriminato”, ha ferito perché veicola un’accusa gravissima, che non solo manca di fondamento oggettivo, ma rischia di legittimare una visione distorta del conflitto e alimentare antisemitismo.
Herzog ha scelto di replicare non con polemica, ma con dolore e chiarezza. Non si tratta solo di difendere l’onore del proprio paese, ma di ribadire che la realtà, quando deformata, alimenta odio e pregiudizi che ostacolano ogni prospettiva di pace.
Chi osserva con onestà intellettuale la situazione in Medio Oriente sa bene che Israele non cerca la guerra.
Israele cerca di vivere. Cerca di proteggere i propri cittadini, bambini inclusi, dalle minacce di un terrorismo islamico che non conosce pietà. Ogni vita civile persa, da qualunque lato del conflitto, è una tragedia. Ma attribuire a Israele un’intenzionalità crudele, quasi genocida, è non solo ingiusto: è profondamente falso.
Herzog, con la sua risposta misurata, non solo difende il diritto del suo popolo alla sicurezza, ma ci ricorda che ogni parola pubblica ha un peso e una responsabilità.
Il dialogo tra nazioni amiche, come Italia e Israele, deve basarsi su rispetto reciproco e verità. Solo così si può costruire una pace giusta. E solo così si può restituire dignità a chi, come il popolo israeliano, da anni sopporta un peso che l’Europa troppo spesso giudica con leggerezza.

Associazione d’accordo con quanto espresso dal presidente Herzog.