Il XVII vertice BRICS (6–7 luglio 2025) si è svolto a Rio de Janeiro sotto il motto “Strengthening Global South Cooperation for a More Inclusive and Sustainable Governance”.
Il blocco ha accolto l’Indonesia, portando a 11 i Paesi membri, per un peso che supera il 40 % del PIL mondiale e coinvolge circa il 50 % della popolazione globale.
Ma l’assenza dei leader – su tutti Xi Jinping e Vladimir Putin – ha indebolito l’impatto simbolico e politico del vertice.
Da un lato, si è trattato di un vertice sostanzioso, con impegni finanziari e ingegneria diplomatica multilaterale. Dall’altro, la fragilità e le divisioni politiche interne (e le assenze di Xi e Putin) continuano a pesare sull’efficacia e l’unità strategica del gruppo. Il rischio più incombente è che il vertice sia un’enunciazione simbolica più che un piano operativo condiviso, incapace di tradursi in iniziative concrete su scala globale.
Il blocco allargato ha ampliato la platea geografica, ma ha amplificato anche l’eterogeneità politica: democrazie e regimi autoritari che trovano difficoltà oggettive a parlare con una sola voce.
La dichiarazione ufficiale di 126 punti riflette una certa cautela: toni moderati sul piano commerciale e geopolitico, con una critica vaga ai dazi USA e un’assenza di nomi diretti in riferimento a conflitti e sanzioni.
Un filo conduttore è stato il multilateralismo: il vertice ha rilanciato richieste concrete per riforme ONU, FMI, Banca Mondiale, e WTO. In particolare, si è segnalata un’apertura formale a includere Brasile e India nel Consiglio di Sicurezza, pur senza definire i posti per l’Africa.
Il comunicato finale ha oscurato l’Ucraina e criticato l’aspetto ucraino solo con generici riferimenti, mentre ha dedicato maggior forza a Gaza, definita “Territorio palestinese occupato”, chiedendo cessate il fuoco immediato, permanente e incondizionato, e condannando anche attacchi contro l’Iran.
I ministri delle Finanze e i presidenti di banca centrale hanno firmato una dichiarazione specifica (5 luglio). Essa riguarda la continuità del progetto di una infrastruttura BRICS per pagamenti e depositi transfrontalieri, l’uso di valute locali, e l’espansione della capacità riassicurativa del blocco. Segnale tangibile di un vero progetto economico alternativo.
Un altro tema rilevante è stato il clima: penetrazione dell’idea che le economie emergenti continueranno ad usare combustibili fossili, ma con iniezioni di capitali e trasferimenti da Paesi sviluppati; BRICS si è impegnata a finanziare – e ha ottenuto promesse – iniziative come il Tropical Forests Forever Facility, con la partecipazione di Cina e UAE.
Qui di seguito i principali articoli del documento – celebre “Rio Declaration”:
Multilateralismo e diritto internazionale
Impegno a rafforzare global governance, difendere diritto internazionale, e promuovere riforme di ONU, WTO, FMI, Banca Mondiale..
Ordine mondiale multipolare
Sostegno a una nuova architettura globale più equa e rappresentativa, riforma permanente del Consiglio di Sicurezza (Brasile, India e miglior rappresentanza africana).
Unilateralismo e sanzioni
Condanna delle “misure coercitive unilaterali” che violano il diritto internazionale, con particolare critica a sanzioni economiche e tariffe passive.
Conflitti e sicurezza
Appello al cessate il fuoco in Gaza, condanna attacchi all’Iran e alle infrastrutture civili russe; incoraggiamento di ruolo BRICS in mantenimento pace, soprattutto in Africa.
Economia, finanza e pagamenti
Lancio di un sistema BRICS per pagamenti/depósitos cross-border, uso crescente di valute locali, cooperazione su infrastrutture finanziarie alternative e capacità riassicuratrice.
Clima e transizione energetica
Richiesta di aiuti ai Paesi ricchi per il Sud globale, impegno pro-attivo sul cambiamento climatico, e fondi specifici per la conservazione delle foreste .
Tecnologia e intelligenza artificiale
Riferimenti all’importanza del Sud globale nei negoziati sull’IA, ruolo politico e conoscitivo di BRICS in materia.
