Le immagini televisive di quanto accaduto nelle enclave di Ceuta e Melilla ci impongono una profonda riflessione.
Un’ondata di persone in fuga da fame, persecuzioni e guerre cerca un futuro in Europa.
Ne parliamo in questa intervista con Monsignor Gian Carlo Perego, Arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio, già Presidente della Fondazione Migrantes (CEI) ed esperto di dinamiche migratorie.
Eccellenza, cosa pensa di quanto accaduto in quelle enclave?
«Le immagini della TV parlano da sole. Per altro verso, trovo molto strana — e direi anche ipocrita — la meraviglia unita allo stupore dell’Europa e di parte della politica italiana».
In che senso?
«Nel senso che sembrano ignorare quanto da tanto tempo accade in Africa: popolazioni che fuggono da guerre, carestie, persecuzioni e fame bussano inevitabilmente alle nostre porte, spesso affidandosi a canali illegali e disonesti. Succede così che il Mar Mediterraneo, un tempo mare di comunicazioni e scambi, sia diventato un cimitero di persone innocenti che pesa sulle nostre coscienze. Non è cristiano puntare il dito, come sta avvenendo in Spagna e da parte dell’opinione pubblica e politica italiana. Non è bello usare i migranti per ottenere consenso elettorale».
In che senso abbiamo così tante vittime sulle nostre coscienze?
«Paghiamo il colonialismo che abbiamo esercitato in passato e che continua ancora oggi verso l’Africa, spesso camuffato dallo slogan “aiutiamoli a casa loro”. Si usa il termine “invasione” — l’abbiamo sentito anche per Ceuta —, ma non si tratta di un’invasione: è la dimostrazione di quanto questo fenomeno sia gestito male. Lo ripeto, queste persone fuggono da situazioni insostenibili ed è nostro dovere cristiano evitare che muoiano affidandosi all’immigrazione clandestina. Nel recente passato, anche in Italia non possiamo ignorare di aver vissuto fenomeni simili, come con gli albanesi a Bari o con i kosovari».
Cosa bisognerebbe fare?
«L’Europa deve interrogarsi su se stessa e sulla propria politica migratoria. Lo ha detto più volte Papa Francesco e lo ripete Papa Leone. Questi fratelli che muiono in mare pesano sulla nostra coscienza e gridano vendetta al cospetto di Dio. La politica deve capire che gli immigrati non vanno usati come un randello da agitare per colpire a destra o a sinistra».
Ci sono anche settori all’interno della Chiesa cattolica, teologi e giornalisti che si mostrano nettamente contrari al fenomeno migratorio e all’accoglienza, arrivando a criticare persino il Magistero della Chiesa…
«Oggi purtroppo l’opinione pubblica si forma sui social network, che in molti casi deformano la verità. Quanto agli uomini di Chiesa e ai cattolici in genere, ricordo che l’accoglienza è un dovere del credente: è scritta nel Vangelo, anzi è Vangelo. Negarla significa respingere il Vangelo stesso».
Bruno Volpe
Le risposte a questa intervista a Monsignor Gian Carlo Perego offrono uno spaccato evidente di quella deriva ideologica che, con il pretesto della carità, rischia di sfigurare il senso autentico del Vangelo e dell’insegnamento millenario della Chiesa.
Presentare l’accoglienza indiscriminata come un dovere assoluto e indiscutibile significa ignorare la complessa architettura dottrinale che la Sacra Scrittura e il Magistero hanno edificato sul tema delle nazioni, dei confini e del bene comune.
Ridurre il messaggio evangelico a un mero slogan immigrazionista non solo deforma la Verità, ma svuota di significato la responsabilità politica e morale dei popoli.
Fin dalle Sacre Scritture, il concetto di accoglienza verso lo straniero è sempre stato accompagnato dal rispetto rigoroso delle leggi del Paese ospitante e dalla difesa della comunità che accoglie.
Nella Bibbia non si trova alcuna legittimazione del caos né del disprezzo delle sovranità nazionali. Al contrario, l’ordine, la giustizia e la salvaguardia delle identità dei popoli sono valori profondamente radicati nel disegno divino.
Pensare che l’apertura dei confini senza regole e senza limiti sia «il Vangelo» equivale a dimenticare che l’amore verso il prossimo inizia dal dovere di proteggere la propria famiglia, i propri cittadini e la stabilità delle proprie comunità.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica (art. 2241) parla chiaro: le nazioni più ricche sono tenute ad accogliere lo straniero nella misura in cui ciò sia possibile, ma precisa contestualmente che le autorità politiche hanno il diritto e il dovere di subordinare l’esercizio di tale diritto a diverse condizioni giuridiche, in vista del bene comune.
L’autorità pubblica ha la responsabilità precisa di regolare i flussi migratori. Ignorare questo passaggio fondamentale del Magistero per bollare come «non cristiano» chi chiede legalità, sicurezza e controllo delle frontiere costituisce un errore dottrinale grave, che colpevolizza ingiustamente i fedeli e l’opinione pubblica.
L’approccio colpevolizzante edulcorato dal solito richiamo al «colonialismo» finisce per paralizzare le nazioni europee, spingendole verso un senso di colpa perenne.
L’idea che accogliere chiunque arrivi sia l’unica risposta moralmente accettabile dimentica il fondamentale «diritto a non emigrare», richiamato con forza già da San Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI.
Il vero amore verso i popoli africani non consiste nell’assecondare lo spopolamento delle loro terre o nel favorire — sia pure inavvertitamente — gli interessi dei mercanti di uomini, ma nel creare condizioni di dignità, sviluppo e pace nei loro Paesi d’origine.
Infine, tacciare di anti-evangelismo chiunque sollevi perplessità culturali, sociali ed economiche di fronte a migrazioni di massa indistinte rivela una visione parziale e politicizzata, per non dire miope.
La Chiesa, nella sua millenaria saggezza, ha sempre insegnato che la carità ordinata non è egoismo, ma prudenza e discernimento. Trasformare la fede in una clava ideologica contro chi chiede regole e rispetto per la propria identità storica e cristiana non è un servizio alla Verità, ma un cedimento al conformismo del mondo.
Giuseppe Canisio

Però ha riconosciuto che i morti in mare: “pesano sulle nostre coscienze” e cioè sulle coscienze di chi la pensa come lui!