Chicago torna a essere teatro di violenza armata. Un tragico episodio ha sconvolto il quartiere di River North: una sparatoria ha causato la morte di sette persone e il ferimento di altre trentotto.
Gli investigatori hanno visionato le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e raccolto testimonianze per ricostruire dinamica e movente della strage.
A 24 ore dalla strage del 4 luglio alla periferia di Chicago, cominciano a emergere dettagli sulla strage, incluso il profilo del killer, Robert E. Crimo III. Un ventenne solo, frustrato ed emarginato, un rapper con la passione per le rime violente.
Robert E. Crimo III è stato accusato di sette omicidi di primo grado, “accuse che garantiranno una condanna a vita senza possibilità di libertà condizionale”, ha annunciato Eric Rinehart, attorney statale della conte di Lake, teatro della sparatoria durante la parata del 4 luglio.
Il procuratore ha preannunciato “molte altre accuse”, anche per i tentati omicidi e le vittime psicologiche, e chiederà che il giovane sia detenuto senza possibilità di rilascio su cauzione.
Crimo “pensava seriamente” di compiere un’altra strage nell’area di Madison, sempre nell’Illinois, ha riferito la polizia.
La mattina della parata per il giorno per l’indipendenza il killer è salito sul tetto di un edificio che si trovava lungo il percorso usando una scala anti-incendio con un fucile ad alta capacità in mano e ha cominciato a sparare sulla folla ignara.
Il panico tra i presenti è stato immediato, con decine di persone in fuga tra le urla, cercando riparo nei locali vicini o dietro le auto parcheggiate.
Poi l’assassino ha mollato la sua arma e si è mescolato alla folla indossando vestiti da donna, forse anche una parrucca, per mimetizzarsi e nascondere i tanti tatuaggi su viso e collo. Quindi Crimo è andato dritto a casa della madre e ha preso la sua Honda prima di essere fermato dalla polizia che sull’auto ha trovato un altro fucile.
La polizia non ha trovato un movente ed ha escluso motivazioni religiose o razziste.
Analizzando i profili social emerge che Crimo, noto con il il nick name di ‘Awake the rapper’, aveva manifestato comportamenti violenti, e due episodi fanno riflettere: il suo tentato suicidio nell’aprile 2019 e, alla fine dello stesso anno, dopo minacce di morte ai familiari (che non portarono avanti la denuncia) il sequestro di 16 coltelli, una spada e un pugnale ma, nonostante ciò, riuscì in seguito ad acquistare ben cinque armi, tra fucili e pistole.
Il killer era immerso in quella sottocultura che prolifera ai margini di Internet, e in molti video pubblicati, ora tutti rimossi da Youtube, c’erani diverse scene violente.
Così, per l’ennesima volta, l’America si ritrova a piangere le sue vittime con le bandiere a mezz’asta in una città, Highland Park, che ha vietato le armi d’assalto nove anni fa e in uno Stato, l’Illinois, che ha una delle leggi sulle armi più restrittive degli Usa e uno dei tassi più bassi di diffusione delle armi d’assalto.
