Nuove evidenze sulla violenza nelle relazioni tra adolescenti sono state diffuse da Save the Children attraverso un dossier presentato alla vigilia di San Valentino 2026. I dati descrivono in dettaglio un panorama dei comportamenti aggressivi, di controllo e di violenza tra adolescenti nelle relazioni affettive e negli spazi sociali e digitali, mettendo in luce come alcune dinamiche che spesso vengono banalizzate o normalizzate possono diventare segnali di abuso reale.
Il rapporto si basa su un’indagine condotta da Save the Children in collaborazione con Ipsos Doxa, intervistando 1000 adolescenti italiani tra i 14 e i 18 anni con quote rappresentative per genere, età e area geografica. I dati raccolti mostrano che un numero significativo di giovani ha sperimentato, nella propria relazione sentimentale o in quella passata, comportamenti che vanno dalla pressione psicologica e digitale fino alla violenza fisica e verbale.
Un adolescente su quattro dichiara di essere stato spaventato almeno una volta da atteggiamenti violenti da parte della persona con cui ha o ha avuto una relazione: questi includono schiaffi, pugni, spinte o il lancio di oggetti. Sempre nel contesto delle relazioni sentimentali, più di uno su tre (36%) afferma di aver subito linguaggio violento, caratterizzato da urla, insulti o minacce verbali.
Oltre alla violenza fisica o verbale, emerge con forza il fenomeno del controllo digitale. Un adolescente su tre segnala di essere stato geolocalizzato dal partner, ossia monitorato tramite applicazioni o servizi di localizzazione per sapere dove si trovasse. Questo tipo di comportamento di controllo viene vissuto da molti come normale o giustificabile all’interno della relazione, anche se in realtà rappresenta una forma di violazione della privacy e della libertà personale.
Le pressioni per l’invio di immagini intime sono anch’esse diffuse: il 28% degli intervistati ha subito richeste insistenti per mandare foto o video intimi, e la stessa percentuale ha visto le proprie immagini intime condivise senza consenso. Questo fenomeno, oltre a violare la riservatezza, può avere conseguenze psicologiche profonde, specialmente quando la diffusione avviene senza la volontà della persona ritratta.
Il rapporto non si limita alla sfera delle relazioni sentimentali, ma estende l’analisi agli spazi pubblici e digitali. Più di 4 adolescenti su 10 riferiscono di esser stati importunati con commenti o avances sessuali da parte di coetanei o sconosciuti; tra le ragazze questa percentuale raggiunge il 50%. Inoltre, il 29% degli intervistati dichiara di essersi sentito costretto almeno una volta a compiere atti sessuali indesiderati, mentre il 36% ha subito insulti o prese in giro per il proprio genere o orientamento sessuale.
Il tema del controllo nelle relazioni emerge in molte sue forme. Una quota considerevole di adolescenti ha subito richieste da parte del partner di: – Non uscire con alcune persone (44%); Non accettare contatti sui social (43%);.Cancellare contenuti dal telefono o dai social (39%); Non vestirsi in un certo modo (40%); Condividere password di social o telefono (29%).
Queste dinamiche di controllo rendono la relazione sempre meno libera e più improntata a meccanismi di possesso.
Il rapporto pone anche l’attenzione sul contesto familiare: gli adolescenti che vivono in famiglie segnate da conflitti, tensioni o violenza vedono aumentare significativamente la probabilità di mettere in atto o subire comportamenti violenti e di controllo nelle proprie relazioni. Questo suggerisce come modelli appresi in famiglia possano essere replicati nelle relazioni affettive.
Una parte importante dell’analisi riguarda anche il legame tra uso di alcol, sostanze e vulnerabilità nelle relazioni. Il 28% degli intervistati ha dichiarato di aver avuto incontri intimi occasionali dopo aver bevuto troppo e di non ricordare bene le circostanze del giorno dopo. Il 40% ritiene che bere per disinibirsi sessualmente sia diffuso tra coetanei, mentre il 24% menziona l’uso di sostanze o farmaci per lo stesso scopo. Situazioni di questo tipo possono esporre maggiormente gli adolescenti a ricatti, pressioni o comportamenti non consensuali.
Nonostante alcuni segnali positivi – ad esempio una maggiore consapevolezza da parte degli adolescenti sul fatto che il controllo e il possesso non sono segni d’amore – i comportamenti non sembrano cambiare significativamente nella pratica. Rispetto a indagini precedenti, la percentuale di giovani che dichiarano di aver subito violenza o linguaggio aggressivo è aumentata.
Infine, dalle rilevazioni emerge che molti adolescenti sono consapevoli dell’importanza del consenso e del rispetto reciproco, e una larga maggioranza ritiene necessario che nelle scuole siano introdotti percorsi di educazione all’affettività e alla sessualità per prevenire abusi e promuovere relazioni sane e non violente.
In sintesi, il report “Stavo solo scherzando” di Save the Children offre un quadro complesso e preoccupante della realtà delle relazioni tra adolescenti in Italia: accanto ai comportamenti violenti e di controllo nelle relazioni sentimentali, si intrecciano dinamiche di violenza negli spazi sociali e digitali, molte delle quali percepite come normali ma che in realtà implicano una profonda violazione della libertà, del consenso e della dignità delle persone coinvolte.
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