«Qualcuno si ricorderà della metafora suggerita dal Manzoni nei “I Promessi Sposi” quando descrive Renzo che va dall’avvocato Azzeccagarbugli portandogli in dono quattro capponi che tiene in mano stringendoli per le zampe legate insieme e a testa in giù, con le povere bestie “le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura”», scriveva Paolo Pombeni su Mente Politica del 18.01.2017.
Oggi, dopo il referendum sulla magistratura l’esempio sembra applicabile al «campo largo» e al «centro-destra» che si accapigliano su temi importanti, ma secondari rispetto alla guerra che ha bloccato i rifornimenti energetici provenienti dal Medio Oriente.
La guerra, provocata dalla aggressione dello stato genocida di Israele e dagli USA sta causando gravissimi danni economici, in primo luogo all’Europa. I nostri partiti che brindano alla vittoria o si leccano le ferite per la sconfitta del referendum, in realtà perseguono le stesse politiche di asservimento a Israele e agli USA, oltre che alla UE.
In questi giorni nessuno ha preso posizione sul conflitto in Medio Oriente proponendo una via di risoluzione a problemi che incideranno nella vita di tutti i cittadini. PD e Fdi sono ambedue i capofila di alleanze asservite ai nemici del nostro modo di vivere, della nostra cultura, della nostra identità. PD e FDI sono protagonisti della distruzione la nostra industria pubblica, hanno privatizzato sostanzialmente ENEL ed ENI, aziende che oggi sarebbero utili per contenere i costi della energia a famiglie e imprese.
La nostra geniale romana ha inoltre venduto al fondo americano KKR la rete fissa di TIM, fortemente coinvolto con Israele.
Sulla guerra in Ucraina, che danneggia gravemente il nostro paese, il programma del PD e quello di FDI sono assolutamente uguali e nessuno oggi, di fronte a quello che sta accadendo, propone di acquistare di nuovo energia dalla Russia come sarebbe auspicabile. Invece il ministro della cultura del governo Meloni, Alessandro Giuli, si indigna per la partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia, accompagnato dalle urla della opposizione.
Nella guerra in medio oriente il nostro paese, che aveva ottimi rapporti con tutti e con l’Iran, potrebbe farsi autore di una proposta di mediazione come suggerisce il direttore di Analisi Difesa Gianandrea Gagliani.
Invece di pensare a queste cose invece i nostri politici brindano per presunte vittorie e piangono per sconfitte beccandosi a vicenda come i capponi. È necessario avere dirigenti politici più liberi, più capaci, più consapevoli della realtà.
