di Matteo Orlando
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IL PROCURATORE DI NAPOLI NICOLA GRATTERI INCONTRA GLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI DI VERONA
Nella mattinata di venerdì 12 dicembre 2025, presso il Teatro Nuovo di Verona, centinaia di studenti e docenti delle locali scuole superiori, privati cittadini e alcuni studenti universitari, si sono raccolti per ascoltare e confrontarsi con Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Napoli e sicuramente la voce più autorevole, e coerente, nella lotta alla criminalità organizzata in Italia.
L’incontro, promosso dall’Associazione Nazionale Magistrati insieme alla rete “Scuola e Territorio: Educare Insieme”, ha affrontato temi cruciali per i giovani: giustizia, legalità, responsabilità civile e prospettive di vita e lavoro.
Hanno partecipato come ospiti all’evento anche il docente universitario negli Stati Uniti e in Canada Antonio Nicaso, co-autore di molti libri dello stesso Gratteri, e il giornalista de “Il Fatto Quotidiano” Peter Gomez come moderatore-intervistatore.
Il dottor Gratteri, dopo un breve incontro con le autorità politiche, civili e militari, e tra importanti misure di sicurezza, ha aperto il suo intervento sottolineando la necessità della scelta di campo personale: ogni cittadino, soprattutto i giovani, ha una responsabilità nel decidere da che parte stare nella società.
Il Procuratore ha ribadito con forza che la lotta alle mafie e alla criminalità in genere non è solo una questione di diritto ed esecuzione penale ma di cultura e scelte quotidiane. E lo ha chiarito anche facendo esempi personali sulla sua vita giovanile, da studente in Calabria, in comuni ad alta intensità mafiosa e con compagni di scuola figli di ‘Ndranghetisti.

Uno dei passaggi più incisivi dell’incontro è stato dedicato da Gratteri al tema della tecnologia e alla capacità delle istituzioni di contrastare la criminalità nell’era digitale. Gratteri ha evidenziato che la giustizia italiana è oggi in ritardo su molti fronti tecnologici, in particolare nel contrasto al Dark web e alle nuove forme di criminalità organizzata digitale.
«Non siamo tecnologicamente attrezzati per contrastare le mafie nel Dark web», ha dichiarato, sottolineando la necessità di investire in strumenti e competenze digitali e di reclutare giovani talenti informatici da inserire nelle forze di polizia giudiziaria.
Gratteri ha auspicato che venga creato un sistema retributivo adeguato per trattenere questi talenti nel settore pubblico — affinché non vengano “catturati” dal mercato privato, dove potrebbero guadagnare il quadruplo.
Emblematico è stato anche il suo j’accuse al “sistema Italia”: «Eravamo i primi al mondo nella lotta alle mafie, oggi no perché non abbiamo tecnologie», una critica – puntuale e documentata – al gap tra le capacità investigativo-tradizionali e le nuove sfide poste dalle reti digitali, riferendo i dati positivi ottenuti dai Paesi Bassi.
Infatti, la rete oscura di Internet — il Dark web — è sempre più utilizzata dalle organizzazioni criminali per traffici illeciti di ogni tipo e per il riciclaggio. Gratteri ha citato indagini in cui le mafie italiane hanno mostrato di essere “molto evolute, soprattutto nel darkweb”, arrivando a effettuare transazioni di criptovalute per il riciclaggio di miliardi di euro e a impiegare tecnologie sofisticate per comunicazioni criptate.
Durante l’incontro Gratteri ha richiamato l’attenzione dei giovani su come le mafie modernizzino le proprie strategie: non più solo il tradizionale pizzo o traffico di stupefacenti in superficie, ma reti complesse di transazioni in bitcoin, comunicazioni criptate e banche online utilizzate per il riciclaggio internazionale.
In questo contesto, Gratteri ha avvertito che senza investimento tecnologico e normativo le istituzioni continueranno ad inseguire organizzazioni criminali sempre più sofisticate.
Un altro tema centrale dell’incontro è stato l’invito allo studio come arma fondamentale contro la criminalità e per la realizzazione personale e professionale. Gratteri ha più volte sottolineato l’importanza dello studio e dell’impegno.
«La criminalità si previene con l’esempio personali lo studio. Dovete studiare tanto per diventare un’eccellenza… già qui potete fare una scelta di campo contro la criminalità… La differenza per voi la fa lo studio» – ha detto, ricordando anche la sua esperienza personale come figlio di operai con la quinta e la terza elementare come titoli di studio.
Gratteri ha invitato a raggiungere traguardi importanti grazie alla formazione universitaria e allo studio di qualità. «Non basta il 22… puntate e studiate per il 30, conoscendo veramente le materie».
Per Gratteri, dunque, l’istruzione è la prima forma di prevenzione contro le mafie e la devianza sociale. Lo studio non solo apre opportunità lavorative, ma costruisce consapevolezza, spirito critico e resistenza personale — elementi fondamentali per opporsi alle tentazioni della illegalità.
Gratteri ha ricordato che le mafie da anni sono radicate anche Nord. Il fenomeno mafioso esiste nel territorio veronese, ma vi è la tendenza a non parlarne abbastanza, favorendo così una sua espansione «silenziosa e pericolosa».
Rivolgendosi agli studenti, Gratteri ha ribadito accoratamente il suo «NO alla droga senza se e senza ma», a cominciare dalla marijuana, sottolineando che «non esistono droghe innocue» e «il consumo di sostanze è una delle principali cause di degrado sociale e personale».
«Portate i vostri alunni», ha concluso Gratteri rivolto a Dirigenti scolastici e docenti, «ad incontrare chi sta cercando di uscire dalla droga e vive l’esperienza delle comunità di recupero dalle dipendenze».

Un alunno dell’Ipsia Giovanni Giorgi di Verona pone una domanda al Procuratore Gratteri
«L’incontro di Verona con il Procuratore di Napoli Nicola Gratteri è stato molto più di una semplice conferenza: è stata un’occasione per oltrepassare la retorica e offrire ai giovani strumenti di riflessione concreta sul mondo in cui vivono. Con parole dirette Gratteri ha invitato gli studenti a non sottovalutare i pericoli del web e del Dark web, a capire il vero significato di giustizia, a dire con forza no ad ogni droga e a considerare lo studio e la formazione come pilastri per costruire un futuro libero e dignitoso. L’obiettivo principale dell’incontro è stato quello di far comprendere ai giovani la forza della Legalità: il coraggio di scegliere ogni giorno da che parte stare», ha dichiarato la Dirigente scolastica dell’Istituto professionale per l’industria e l’artigianato Giovanni Giorgi, la professoressa Nunzia Maria Borrelli, che ha accompagnato personalmente diverse classi dell’Istituto, scuola che si trova al primo posto nella classifica provinciale degli istituti professionali con il 78,75% dei diplomati che trovano occupazione entro poche settimane dal termine dei percorsi di studi.
