“Dopo mesi di riflessioni, per me non scontate e semplici, ho deciso di uscire dalla Lega per ragioni politiche, in dissenso con un gruppo che non sento più mio e nel quale sento di non essere più utile. Sono stato nel 2014 uno dei fondatori del movimento politico di Matteo Salvini al Sud, quando fare politica per la Lega nel meridione era impresa proibitiva: un percorso da leghista del Sud durato anni e pieno di difficoltà, rinunce, discriminazioni subite sul territorio, violenze di ogni tipo e aggressioni dei centri sociali, di derisioni e commiserazione anche da parte di gente che poi si è ricreduta ed è entrata in Lega, al Sud, per convenienza, non certo per ragioni ideali e che prima insultava me e la Lega. Eravamo animati da una spinta emotiva e ideale fortissima, fieri di un progetto politico rivoluzionario, identitario e sovranista, che ho avuto l’onore folle di guidare per anni insieme ad altri pazzi visionari del Sud. Oggi quel progetto per me non esiste più, mi limiterò a dire questo perchè non voglio polemizzare con quello che è stato il mio partito per 12 anni e con una persona, l’unica, alla quale sarò sempre grato per le opportunità e le gratificazioni che mi ha dato, forse meritandole o forse no, ma il mio percorso politico con Matteo Salvini termina qui.
Se avessi voluto fare una scelta di convenienza sarei rimasto dove sono, certo di una candidatura rafforzata dalla mia attività legislativa e politica, poichè varie norme nel settore scolastico portano il mio nome e numerose battaglie identitarie mi hanno visto essere, insieme ad alcuni colleghi, avanguardia del mio gruppo politico. Ho denunciato per primo i pericoli dell’ideologia gender nelle scuole, ingaggiando una battaglia quotidiana in favore delle famiglie e dei bambini contro gli attivisti lgbt di estrema sinistra, attirandomi negli anni i loro attacchi e le loro ire, le cui istanze oggi purtroppo vengono recepite non in uno, ma in ben due manifesti programmatici di esponenti apicali del partito.
Si preannuncia una svolta nella visione politica della Lega e io non la condivido e poichè non sono compatibile, tolgo il disturbo. Nella mia vita non ho mai rinunciato alla mia libertà per questioni di calcoli, ho sempre ascoltato i miei sentimenti, quelli che da ragazzino mi spinsero ad iscrivermi al Fronte della Gioventù e da adulto mi portarono a scegliere la sfida bella e impossibile della Lega al Sud. A 17 anni fui illuminato dalla lettura di Ezra Pound e la frase ‘se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lu’, per me vale anche oggi. Oggi lascio un partito che è al Governo, per inseguire un sogno.
Voglio continuare ad essere fedele ai miei principi, quelli che mi animavano a 17 anni, quelli che mi hanno animato nel 2014 e quelli che mi animano oggi. Esco dalla Lega e scelgo di seguire il Generale Roberto Vannacci nella sua battaglia identitaria e sovranista. Memento audere semper”.
Con queste parole il Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione e deputato della Lega Rossano Sasso ha lasciato il partito di Matteo Salvini per aderire a “Futuro nazionale”, il neonato partito di Roberto Vannacci.
“Il Capogruppo della Lega, Molinari, ha dichiarato che il mio emendamento al DL Ucraina, volto ad interrompere gli invii di forniture militari, a favore dell’esercito di Zelensky, non rappresenta, in alcun modo, la linea del partito. Inoltre, l’ex Ministro del Turismo della Lega, Massimo Garavaglia, ha aggiunto che, presentando un emendamento con tale contenuto, mi sarei ‘autoescluso’ dal partito, andando, addirittura, ad ipotizzare un periodo di espiazione da tale ‘grave peccato’ da scontare ‘sui ceci’. In tutto questo, il Segretario del partito, Salvini, non ha battuto ciglio, dimostrando, ancora una volta, che la sua presunta contrarietà all’invio di armamenti a Kiev sia solo una terribile messinscena volta, esclusivamente, ad un mero calcolo elettorale, ma gli italiani non hanno l’anello al naso. Purtroppo, negli ultimi tempi ho visto l’assenza totale di una linea politica univoca. Delle volte vengono impiegati i manifesti per un ‘Centrodestra liberale’ morbido sulla sicurezza e aperto alla comunità LGBT come vorrebbero Zaia e Siri, altre volte si usano i temi del Generale, Roberto Vannacci, per dare l’impressione di essere duri sulla sicurezza e conservatori sulla famiglia. Un po’ come fosse un menu ‘à la carte’. Il partito con questo schema intercambiabile assume sempre di più le sembianze di un Giano Bifronte che non riesce ad essere più credibile visto che è diventato tutto e il contrario di tutto. Interpreto la politica come azione e servizio da garantire in una cornice di coerenza e verità. Binomio che non vedo più presente nella Lega Salvini Premier. Per tutti questi motivi sono costretto a dimettermi da un partito che continua a tradire la fiducia degli italiani e di aderire a Futuro Nazionale. Un progetto di Destra seria e vitale che non vuole far tornare la Sinistra al governo del Generale, Roberto Vannacci. Ad maiora!”.
Con queste parole il deputato della Lega Edoardo Ziello ha lasciato il partito di Matteo Salvini per aderire a “Futuro nazionale”, il neonato partito di Roberto Vannacci.
