«Sottoporre i coniugi Trevallion, della “Famiglia del Bosco” di Chieti, a perizia psichiatrica rischia di umiliare mediaticamente questa famiglia. Già dalle relazioni della curatrice speciale, infatti, non sarebbero emerse evidenze di incapacità psichica o disturbi mentali, ma anzi sono stati evidenziati progressi familiari, inclusi adeguamenti abitativi, iscrizione scolastica e vaccini completati, che andrebbero quindi a risolvere i motivi dell’iniziale allontanamento dei figli. Quindi perché ora accanirsi così sui genitori? Disporre questa perizia sembra quasi un modo per ritardare il ricongiungimento e “patologizzare” uno stile di vita alternativo, ignorando il diritto alla libertà educativa dei genitori. Le conseguenze, anche questa volta, ricadranno sulla pelle dei bambini, perché si prolungherà una separazione già traumatica, costringendo i figli della coppia a un Natale in struttura protetta e con visite limitate. Diventa quindi ancora più urgente l’appello che abbiamo lanciato – insieme ad oltre 52.000 firmatari della nostra petizione – al Ministro Nordio, affinché velocizzi l’iter di verifica della procedura giudiziaria in corso».
Così, in una nota, Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus.
