Nel mio libro più recente “All’estrema destra del Padre” (Ed. Solfanelli, ottobre 2025, pag. 158, eu. 12,00) sottolineo che i veri “antagonisti” dei nostri tempi sono i cattolici.
Le fonti della Rivelazione sono tre: Sacre Scritture, Tradizione e Magistero della Chiesa. Chi vive nella sua interezza queste tre colonne della Fede, con speranza e carità, compie un “agere contra” nei confronti dell’andazzo generale, in questo mondo decadente e di rovine, fornendo risposte che costituiscono da 21 secoli i principi eterni della nostra civiltà. Per questo, già nel 2007, ho voluto che il sito di cui sono il proprietario si chiamasse “agerecontra”.
Nel 2021 Gianluca Pietrosante ha scritto “Obstinate contra, Vademecum contro la dittatura del politicamente corretto” (ed. Passaggio al Bosco, pag. 167, eu. 12,00) sostenendo che la battaglia va condotta nei confronti di questa imposizione, “diretta dalle élite progressiste, che rappresenta una pratica di dominio senza precedenti: conia nuove parole, monopolizza il dibattito pubblico, lancia scomuniche e riscrive la storia”.
Forse è questo il motivo per cui i vari testi che vanno in quest’ottica, editi da Passaggio al Bosco, come da Idrovolante Edizioni e da molte altre case editrici indipendenti e identitarie, fanno paura alla sinistra demenziale e terminale che vorrebbe usare la censura stalinista contro di loro, ma ottengono un effetto boomerang diretto nei denti.
La lotta culturale si fa sul piano storico, metapolitico, filosofico, socio-economico e teologico, come indichiamo l’Avv. Gianfranco Amato ed io in un altro testo: “Patria e Identità” (ed. Solfanelli, 2022, eu. 12,00). La stessa operazione, argomentata e coraggiosa, viene esposta nella “Trilogia delle Verità scomode” (Amazon, 2024, tre tomi) del Prof. Matteo Orlando, direttore di Informazione Cattolica.it, cui anche io e numerosi altri autori d’area controrivoluzionaria hanno collaborato con riflessioni controcorrente, capitolo per capitolo, tutte mirate a demolire il politicamente corretto.
L’antagonismo in nome di Gesù Cristo è attualissimo, perché il Principe di questo mondo fa di tutto per eclissarlo e far trionfare il contrario dei suoi insegnamenti divini, immutabili, perpetui. Un esempio? Dà così fastidio il Natale, quale ricordo solenne dell’Incarnazione di Dio che durante l’anno liturgico ci porta sino al Calvario, ove morirà della morte infame di croce, espiando i peccati di tutto il genere umano, per poi risorgere e redimere i molti che, poi, Lo seguirono, corrispondendo alla Sua Grazia, che ogni anno si cerca di modificarlo, eliminarlo, modificarlo, bestemmiarlo, sostituirlo con una festa di pura natura commerciale. Così che i più vadano ad adorare il Vitello d’Oro e non la nascita del Re dei Re.
Chi c’è dietro ai nemici giurati del Bambino della grotta di Betlemme? Gli Erode, i farisei, i Giuda, gli anticristi della modernità, certo! Ma essi sono solamente i burattini del Grande Architetto cornuto, che, all’annuncio della volontà di farsi Uomo da parte della Santissima Trinità, rispose “non serviam!” e si ribellò per invidia con altri angeli decaduti assieme a lui, sprofondando negli abissi dell’Inferno, per sempre.
Perciò è molto bello leggere a pag. 59 del libro di Passaggio al Bosco un capitolo dedicato ai “gendarmi dell’arte e il teologicamente corretto”. L’autore parla del pittore di fama internazionale Giovanni Gasparro, definito da Vittorio Sgarbi come l’ultimo interprete della scuola del “caravaggismo”, perché fu colpevolizzato di aver raffigurato l’eccidio di San Simonino da Trento, brutalmente martirizzato durante il periodo pasquale del 1475 da emissari della locale comunità ebraica. Sarebbe il co-patrono della città del noto Concilio delle verità scomodissime, ma viene declassato e silenziato per rispetto nei confronti degli eredi spirituali di chi lo trucidò in un omicidio rituale.
Il 24 marzo la Chiesa Cattolica ricorda “la passione di San Simonino, fanciullo massacrato crudelmente, autore di molti miracoli”. Il pittore, secondo i soloni detentori della “buona cultura” liberal, ha trattato tabù innominabili, nonostante si tratti di un dipinto di pregevole fattura, raffigurante un avvenimento storico che la comunità trentina celebra da 500 anni. Il Presepe, per inciso, ne ha 800, da quando San Francesco ebbe l’idea di costruirne il primo, a Greccio, nel 1223. Gasparro ha ricevuto strali mediatici e accuse social, cassa di risonanza della più vile frustrazione umana.
Ogni pensiero realistico e razionale viene rifiutato dalla distopia del nuovo anti-pensiero divenuto dogma dominante, accettato e applaudito da coloro che hanno la faccia tosta di definirsi “alternativi” e “antagonisti”…ma a cosa? Siete solo bande, spesso violente ed intolleranti della Verità oggettiva, tanto da essere sempre allineati alla narrazione corrente contro il Cattolicesimo, figlia del decadentismo e dell’esaltazione del peccato come virtù. Rigettate ciò che è universale ed eterno, per l’effimero. Siete dei miserabili gaudenti nella banale concupiscenza della carne e nella più volgare superbia, che vi rende dei narcisi infelici, nel mondo che vi siete creati su misura, paradosso ancor più grande.
Oltre alla “cancel culture”, vi vergognate di essere nati bianchi, in un impeto di assurdo antropocentrismo malato. Per voi, l’amor patrio è ipso facto “fascista” come tutto quello che non conoscete, nella vostra ignoranza crassa e supina sorretta da hamburger, droghe e ignavia. Preso dall’intelligenza artificiale, che farà tutto al posto vostro, perché non sapete studiare, riflettere, leggere, meditare ed avere obiettivi di livello superiore ai bisogni primari. Chi è cristiano è “bigotto”. Chi difende la famiglia è “omofobo”. Chi è per la vera giustizia sociale è “populista”. La critica alla società multietnica è “razzismo”. Avete un’etichetta per tutto, chiusi nella campana di vetro del “bene” deciso dai vostri burattinai.
Quando il capitolo si conclude dicendo che “ci meritiamo le banane incollate con del nastro isolante…” l’autore ha ragione per tutti coloro che si ergono a paladini del liberalismo ma siano i più feroci cani da guardia dell’ortodossia omologante del Sistema e quindi del Politically correct. Noi rigettiamo le vostre censure e rispondiamo con una risata al vostro odio, perché è la bellezza che salverà il mondo, non il vostro nichilismo da bar o da compagni col rolex di papà.
Matteo Castagna
Foto di Rosy / Bad Homburg / Germany da Pixabay
