Martedì 17 marzo alle ore 18.30 si terrà a Roma presso la Sala Ovale della Chiesa di Santa Maria in Vallicella (Via della Chiesa Nuova 3) il convegno “Icone d’Oriente – Tra idealità dell’immagine e fissità della forma”, a cura del docente Lucian Lechintan (Pontificio Istituto Orientale). L’ingresso è libero.
«Ecco la generazione che Lo cerca, che cerca il Tuo Volto, o Dio di Giacobbe» (Sal 24): con queste parole del Salmista sulle labbra, giusto vent’anni fa, nel 2006, Papa Benedetto XVI, un anno dopo la sua elezione, compiva un gesto profetico recandosi a Manoppello, in Abruzzo, alla ricerca del Volto Santo. Ripensando a quella giornata storica, questo incontro intende offrire alcuni elementi per capire il modo nel quale si guarda un’icona: quelle tavole bianche, appena ingessate e in attesa di essere riempite con l’illustrazione degli eventi salvifici, aspirano a raccogliere dogmi, storie e vissuti.
Arricchite d’oro, di colori, di ombre e di luci, le icone trasmettono l’idea di un certo ordine, che gli antichi chiamavano taxis, e inducono a riflettere sul fatto che la missione dell’artista è sempre stata quella di valorizzare la luce che proviene dalla materia stessa.
Per non parlare, inoltre, dello splendore dei colori, grazie al quale la pittura di icone eleva nell’uomo la sua forza morale, gli infonde la Fede e mantiene in lui la forza d’animo necessaria per affrontare le battaglie spirituali di ogni giorno.
In particolare, proprio in un tempo come l’attuale, dove le immagini diventano sempre più veloci, consumate e sostituite con rapidità, l’icona si offre come scuola di contemplazione, come spazio di silenzio abitato dalla luce.
Ecco dunque che l’evento è soprattutto un invito a tornare a cercare il Santo Volto: non si tratta soltanto di comprendere una tecnica pittorica o una tradizione artistica, ma di lasciarsi educare a uno sguardo capace di riconoscere nella materia una trasparenza, nella forma una fedeltà, nella fissità un’apertura all’Eterno.
Quindi sarà un’occasione per sostare davanti alla Sacra Immagine soprattutto per imparare di nuovo a guardare, perché, come ricorda il meraviglioso Salmo 24, questa è la generazione che Lo cerca. E continua a cercare il Suo Volto, oggi più che mai: perché l’uomo post-moderno ha sempre e comunque bisogno di incontrarLo e conoscerLo con tutto il cuore, per combattere la terribile sensazione di vuoto spirituale che l’opprime, minacciando di spegnere la sua gioia di vivere.
