Il 19 dicembre 1909, in una sala della taverna Zum Wildschütz nel quartiere operaio di Borsigplatz, un gruppo di giovani lavoratori e apprendisti decise di affiancare alla squadra parrocchiale una propria società sportiva: nacque così il Ballspielverein Borussia 09 e.V. Dortmund, destinato a diventare uno dei club più popolari e identitari del calcio mondiale.
Il nome “Borussia”, latinizzazione di Prussia, evocava un ideale di forza e fierezza, mentre i colori giallo e nero, adottati definitivamente nel 1913, sarebbero diventati il simbolo visivo di una passione collettiva. I primi decenni furono segnati da difficoltà economiche, dalla Prima guerra mondiale e dalla lenta affermazione sportiva in ambito regionale, ma già negli anni Trenta il club iniziò a costruire una solida reputazione, nonostante le pressioni del regime nazionalsocialista che cercò di uniformare e controllare la vita sportiva tedesca.
Dopo la devastazione della Seconda guerra mondiale, il Borussia Dortmund seppe rinascere come la città stessa, simbolo della resilienza della Ruhr industriale, e negli anni Cinquanta conobbe il primo vero periodo d’oro, conquistando i campionati tedeschi del 1956 e 1957 e diventando nel 1966 la prima squadra tedesca a vincere una competizione europea, la Coppa delle Coppe, battendo il Liverpool a Glasgow.
Con la nascita della Bundesliga nel 1963, il BVB fu tra i membri fondatori, vivendo però alti e bassi che lo portarono anche a una retrocessione negli anni Settanta, superata grazie al sostegno di un pubblico sempre più numeroso e appassionato che fece del Westfalenstadion, inaugurato nel 1974 e poi ribattezzato Signal Iduna Park, un tempio del calcio europeo celebre per la “Südtribüne”, il muro giallo.
Gli anni Novanta segnarono una nuova ascesa sotto la guida di Ottmar Hitzfeld, con i titoli di Bundesliga del 1995 e 1996 e il trionfo massimo del 1997, quando il Borussia Dortmund conquistò la Champions League sconfiggendo la Juventus a Monaco, seguito dalla Coppa Intercontinentale vinta contro il Cruzeiro, apice di una generazione leggendaria. Il successo portò però anche a una gestione finanziaria rischiosa che all’inizio degli anni Duemila mise il club sull’orlo del fallimento, evitato solo grazie a una dolorosa ristrutturazione e a un forte senso di responsabilità verso i tifosi.
Da quella crisi nacque un nuovo Borussia, più sostenibile e radicato nel territorio, capace di reinventarsi ancora una volta con Jürgen Klopp, che tra il 2011 e il 2012 riportò il club ai vertici vincendo due Bundesliga consecutive e una Coppa di Germania con un calcio intenso, giovane e spettacolare, culminato nella finale di Champions League del 2013 persa contro il Bayern Monaco.
Negli anni successivi il Borussia Dortmund si è affermato come modello di sviluppo dei talenti, lanciando giocatori di livello mondiale e mantenendo un’identità basata su appartenenza, passione popolare e calcio offensivo, restando costantemente protagonista in Germania e in Europa.
Oltre ai trofei, la vera forza del Borussia Dortmund rimane il suo legame indissolubile con la città, la classe operaia, i tifosi e una storia iniziata quel 19 dicembre 1909, quando undici giovani decisero che il calcio poteva essere anche libertà, comunità e destino condiviso.
