Si terrà il prossimo mercoledì 25 marzo a Roma, presso la Sala dei Trattati Lateranensi del Palazzo Apostolico Lateranense, dalle 16 alle 17.30, il convegno “François Xavier Nguyễn Văn Thuận, Testimone di speranza”, dedicato alla figura del Cardinale vietnamita. L’evento si svolge in occasione del 50° anniversario della stesura del libro “Il cammino della speranza”, che raccoglie i 1001 pensieri rivolti da Văn Thuận ai suoi fedeli durante i primi mesi della sua lunga prigionia, ed è promosso dalla Causa di Beatificazione del Cardinale vietnamita, dichiarato Venerabile il 4 maggio 2017, insieme al Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Attore della Causa, e in collaborazione con il Dicastero per il Clero, l’Editrice Città Nuova e la Diocesi di Roma.
Egli è stato, a tutti gli effetti: “Un Pastore fedele che seppe trasformare l’esperienza di una lunga prova in uno spazio di preghiera, perdono e offerta, mostrando come la Luce del Vangelo possa vincere ogni oscurità”, come lo ricordano gli organizzatori dell’iniziativa, dalle cui parole “giunge fino a noi un messaggio di speranza, patrimonio spirituale universale”.
Aprirà i lavori i card. Baldassare Reina, Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma. Interverranno il card. Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; Waldery Hilgeman, Postulatore della Causa di Beatificazione del Cardinale Văn Thuận; il card. Lazzaro You Heung-sik, Prefetto del Dicastero per il Clero, e il card. Luis Antonio Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione. Modererà il giornalista Alessandro De Carolis di Radio Vaticana Vatican News. Nell’occasione sarà presentata l’edizione in lingua italiana della nuova biografia del Cardinale Văn Thuận, redatta da sua sorella Élisabeth e pubblicata da Città Nuova Editrice.
Il Venerabile Servo di Dio Francesco Saverio Nguyên Van Thuân nacque il 17 aprile 1928 a Huê (Vietnam), in una famiglia profondamente cristiana. A 12 anni entrò nel Seminario minore del Vicariato di Huê. Terminati gli anni di studio e di formazione nel Seminario maggiore, fu ordinato sacerdote l’11 giugno 1953. Esercitò il ministero sacerdotale in due parrocchie, come vicario parrocchiale e poi parroco; fu anche cappellano di una scuola, di un ospedale e delle carceri di Huê.
Nel 1956 fu inviato a Roma per gli studi in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Urbaniana. Conseguito il Dottorato, nel 1959 fece ritorno in Patria, dove svolse il ministero di professore, Rettore del Seminario minore e Vicario Generale dell’Arcidiocesi metropolitana di Huê. Il 13 aprile 1967, fu nominato Vescovo di Nha Trang e venne consacrato il 24 giugno successivo.
Durante i sette anni di governo pastorale, si spese per la formazione dei giovani sacerdoti e dei laici, oltre che per la ricostruzione del suo Paese devastato dalla guerra, in qualità di Presidente della Commissione Episcopale per lo Sviluppo del Vietnam e poi come presidente del Comitato per la Ricostruzione del Vietnam (COREV). Il 13 aprile 1975 Paolo VI lo nominò Arcivescovo titolare di Vadesi e Arcivescovo coadiutore di Saigon (oggi Hó-Chi-Minh City).
Dopo circa quattro mesi, il 15 agosto 1975, venne arrestato dalle autorità comuniste, perché considerato una spia del Vaticano e quindi “pericoloso”: la durissima prigionia, senza giudizio e senza sentenza, durò tredici anni, di cui nove in isolamento e quattro in diversi campi di “rieducazione”. Ma, da vero Pastore esemplare, egli riuscì a rimanere sempre fedele a Dio, al Vangelo e alla Chiesa, trasformando addirittura i suoi carcerieri in buoni amici e portando agli altri prigionieri rassegnati la Luce della Fede, la Fortezza Cristiana e a Speranza. Finalmente venne scarcerato nel 1988, per essere poi espulso dal Vietnam nel 1991, scegliendo come luogo di esilio Roma.
Nel 1992 venne nominato membro della Commissione Cattolica Internazionale per le Migrazioni con sede a Ginevra, nel 1994 fu nominato Vice Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e, nel 1998, ne divenne Presidente. Il 21 febbraio 2001 fu creato Cardinale: con gioia e speranza, continuò incessantemente a diffondere il messaggio Cristiano di riconciliazione e pace anche attraverso viaggi, scritti, interviste, conferenze, omelie e predicazioni di esercizi spirituali, inclusi quelli per la Curia Romana dal 12 al 18 marzo 2000.
Venne, infine, colpito da un tumore: come sempre si abbandonò filialmente alla Volontà di Dio con fiducia e pazienza, conformandosi sempre più a Cristo Crocifisso e morendo a Roma il 16 settembre 2002.
Considerato il simbolo di tutti i Cattolici vietnamiti che non si arrendono alle persecuzioni anticristiane e della fedeltà integerrima al proprio Ministero, il Cardinale Văn Thuận rimane un fulgido esempio di coraggio, da riscoprire e far conoscere alle generazioni più giovani.
