di Matteo Orlando
–
HANNO RESO INDIMENTICABILE IL TOUR DE FRANCE 2025
Il Tour de France 2025 sarà ricordato per mille ragioni: la sfida titanica tra i giganti della strada, le tappe epiche attraverso i Pirenei e le Alpi, le emozioni scandite metro dopo metro. Ma per milioni di italiani, il vero filo conduttore di queste tre settimane di sogno è stato un altro: la voce e la competenza della squadra RAI.
Francesco Pancani, con la sua impeccabile conduzione e l’equilibrio tra narrazione emotiva e precisione cronachistica, è stato il timoniere perfetto di una nave saldamente governata. La sua voce ha saputo raccontare la fatica, l’eroismo, la strategia, ma anche l’anima più umana del ciclismo. Accanto a lui, un compagno d’eccezione: Stefano Garzelli. L’ex vincitore del Giro d’Italia si conferma ogni anno di più una delle voci tecniche più acute del panorama europeo. Le sue analisi sono rapide, competenti, mai banali. Garzelli ha la rara capacità di entrare dentro la corsa e portare con sé lo spettatore.
Ma il merito della perfetta riuscita della copertura del Tour va anche agli altri tasselli di un mosaico vincente. Stefano Rizzato, con i suoi approfondimenti mai scontati, ha saputo raccontare il dietro le quinte e le emozioni più vere dei protagonisti. Silvano Ploner e Dario Tommassini, con la loro sensibilità di narratori delle storie laterali — dai paesaggi incantati alle piccole imprese di giornata — hanno dato profondità culturale e umana alla trasmissione.
Davide Cassani, vero monumento del ciclismo italiano, ha impreziosito le analisi con il suo occhio esperto da tecnico e da appassionato. Le sue riflessioni, spesso accompagnate da un sottile velo di nostalgia e saggezza, hanno toccato le corde più profonde degli amanti di questo sport.
E poi Beppe Conti, lo storico del ciclismo per eccellenza, il custode della memoria. Ogni suo intervento è stato un viaggio nel tempo, un ponte tra la leggenda di Coppi e Bartali e i giovani leoni di oggi. La sua presenza è garanzia di autorevolezza e affetto verso questo sport meraviglioso.
Non è facile, in un’epoca di rumore e superficialità, raccontare con passione, rigore e rispetto uno sport così esigente.
La squadra RAI ci è riuscita. Ha saputo unire generazioni di spettatori, portare il Tour nelle case e nei cuori degli italiani con professionalità, empatia e amore per il ciclismo.
A loro va un applauso lungo quanto una tappa di montagna. Perché il Tour de France si corre sulle strade, ma si vive — giorno dopo giorno — anche grazie a chi lo sa raccontare così bene. Grazie, squadra RAI. Avete vinto anche voi.
