La testimonianza di Serge Abad-Gallardo si inserisce con forza nel solco di quella costante vigilanza che la Chiesa cattolica ha sempre mantenuto nei confronti dell’ideologia e della prassi massonica.
Per oltre venticinque anni, Abad-Gallardo ha militato nelle logge, raggiungendo il 14° grado del Rito Scozzese Antico e Accettato e ricoprendo la carica di Maestro di Loggia.
La sua vita, segnata da un pervasivo relativismo e dalla ricerca di un sapere nascosto, ha subito una svolta radicale in seguito a un pellegrinaggio a Lourdes, dove l’incontro intimo con la grazia divina gli ha aperto gli occhi sulla profonda incompatibilità tra la fede in Gesù Cristo e la dottrina della libera muratoria.
Il racconto della sua conversione descrive il passaggio da una visione illuministica, incentrata sull’autosufficienza dell’uomo, alla riscoperta della misericordia di Dio.
Abad-Gallardo ha sottolineato come la Massoneria utilizzi un linguaggio apparentemente cristiano — prendendo in prestito espressioni evangeliche come «cercate e troverete» — ma ne sovverta il significato.
La “Luce” cercata all’interno dei templi massonici non è la Verità incarnata in Cristo, bensì una conoscenza esoterica ed ermetica in cui l’uomo pone se stesso al centro dell’universo, pretendendo di farsi uguale a Dio.
Questa tentazione di divinizzazione autonoma dell’uomo costituisce, nella prospettiva della dottrina cattolica tradizionale, la matrice stessa dell’inganno luciferino, dove l’orgoglio sostituisce l’umiltà e la creatura rifiuta la sovranità del Creatore.
Il Magistero della Chiesa ha colto fin dall’inizio la gravità di questa insidia. A partire dalla bolla In Eminenti emanata da Papa Clemente XII nel 1738, la Sede Apostolica ha ininterrottamente condannato l’appartenenza alla Massoneria, comminando la pena della scomunica.
Tale posizione è stata ribadita nel tempo dai Pontefici e confermata nei documenti della Congregazione per la Dottrina della Fede, che sanciscono in modo inequivocabile come l’iscrizione alle logge costituisca un peccato grave, precludendo l’accesso ai Santissimi Sacramenti.
La pretesa massonica di conciliare tutte le religioni in un sincretismo indifferenziato si pone infatti in aperto contrasto con il dogma cattolico della Rivelazione e con l’unicità della salvezza operata da Cristo.
Oltre all’aspetto dottrinale e spirituale, l’esperienza diretta di Abad-Gallardo denuncia la forte influenza che la Massoneria esercita sul piano legislativo e sociale, in particolare nella legislazione secolare moderna.
Attraverso le testimonianze di alti esponenti delle logge, emerge come molte delle riforme etiche promosse negli ultimi decenni — relative ad argomenti quali l’aborto, l’eutanasia e la dissoluzione della famiglia naturale — siano state concepite, elaborate e votate nei consessi massonici molto prima di approdare nei parlamenti nazionali.
Tale azione sottintende un’antropologia materialista ed edonista che rifiuta la legge naturale impressa da Dio nel cuore dell’uomo, sostituendola con un relativismo etico in cui il permesso sociale diventa l’unico confine del lecito.
Di fronte a un disegno che mira all’allontanamento delle anime dal Vangelo e alla costruzione di una società priva di riferimenti trascendenti, la risposta del credente risiede nella preghiera e nella riparazione spirituale.
La vicenda di Abad-Gallardo dimostra come la grazia divinamente effusa, anche nei luoghi di grande devozione mariana come Lourdes, sia in grado di spezzare ogni catena ideologica e di condurre chi si è smarrito alla vera Luce, che è Cristo Signore.
La preghiera sincera al Sacro Cuore di Gesù rimane lo strumento privilegiato per invocare la conversione di coloro che sono rimasti irretiti nelle sette esoteriche, affinché possano ritrovare la via della salvezza nella piena comunione con la Santa Chiesa.
