Ieri la 16ª tappa del Tour de France 2025 (Montpellier → Mont Ventoux, 171,5 km), ha regalato emozioni forti, tattiche raffinate e un momento di grande gloria per il ciclismo francese.
Fin dai primi chilometri si è delineata una fuga coraggiosa, con nomi come Valentin Paret-Peintre (Soudal‑Quick‑Step), Ben Healy (EF Education-EasyPost), Santiago Buitrago (Bahrain Victorious) e Ilan van Wilder. Quattro uomini destinati a giocarsi la tappa in cima al Ventoux.
Nel finale Paret-Peintre e Healy si sono staccati leggermente. L’irlandese è rimasto in testa fino all’ultimo, ma lo scalatore francese ha lanciato l’affondo decisivo negli ultimi 400 m, passando in testa e cogliendo il più importante trionfo della sua carriera.
Valentin Paret‑Peintre (Fra) è arrivato dopo 4h 03’ 19″ davanti a Ben Healy (Irl), stesso tempo, Santiago Buitrago (Col), +4 secondi, Ilan van Wilder (Bel) +14, Tadej Pogačar (Slo) +43, Jonas Vingegaard (Den) +45.
Tadej Pogačar resta saldamente in maglia gialla con un vantaggio di 4’15” su Vingegaard. Dietro di loro, Florian Lipowitz occupa la terza posizione a +9’03”, davanti allo scozzese Oscar Onley (+11’04”).
Pogačar guida anche la classifica a punti (maglia verde) e quella della montagna, con possibilità reali di tripla maglia al traguardo di Parigi.
Vingegaard ha tentato ben quattro attacchi durante la salita, ma Pogačar ha retto il confronto senza subire scatti dalla maglia gialla.
Dopo l’arrivo, la tensione è aumentata: Vingegaard è caduto per pochi secondi a seguito di un urto con un fotografo sul traguardo — nessuna conseguenza grave, ma momenti di tensione palpabile.
Tobias Johannessen scandinavo dell’Uno‑X, ha faticato non poco: è stato trasportato in ambulanza al termine della tappa dopo un collasso, causato da crampi e difficoltà respiratorie. Fortunatamente il corridore ha mostrato segnali di miglioramento.
Con tre tappe di montagna rimanenti, si annuncia una settimana finale ricca di colpi di scena, ma Pogačar sembra avere ancora il vantaggio decisivo. Vingegaard non vuole cedere: si preannunciano duelli duri sulle Alpi, dove ogni secondo potrà fare la differenza.
