«Alla narrazione abortista secondo cui il nascituro è solo un “grumo di cellule”, causa dell’uccisione di milioni di innocenti e, dunque, anche dell’inverno demografico che attanaglia l’Italia, Pro Vita & Famiglia risponde con azioni simboliche ma concrete: donare beni di prima necessità per la nascita del figlio a mamme coraggiose che hanno scelto di accogliere una nuova vita nonostante fragilità economiche e sociali». Così Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus, racconta l’iniziativa che si è svolta ieri nella sede nazionale di Roma dell’associazione.
«Abbiamo donato – aggiunge Ruiu – altri 9 kit completi di passeggino, culla, ovetto, pannolini, biberon e ciucci ad altrettante mamme, proseguendo così il nostro Progetto “Un Dono per la Vita” con il quale dal 2019 abbiamo già aiutato oltre 215 famiglie. Al bombardamento ideologico per cui i figli sarebbero un peso, un impedimento alla felicità mentre l’aborto, oltre che un fantomatico diritto, sarebbe addirittura un “dovere” in certe circostanze, rispondiamo che la nascita di un bambino è sempre una buona notizia per tutta la società, poiché è un moltiplicatore di PIL, di ricchezze e di amore. Lo Stato non può rimanere inerme o accontentarsi degli importanti ma troppo piccoli passi fatti finora, come il bonus nuovi nati o l’incremento dell’assegno familiare. Serve una “rivoluzione copernicana” per aiutare i giovani a sposarsi e avere figli e sostenere, con riforme strutturali e incentivi stabili e duraturi, le famiglie – soprattutto quelle numerose -, superando l’iniquo strumento dell’Isee da sostituire con il sistema del Quoziente Familiare. Solo così l’Italia può sperare di scongiurare il rischio di perdere addirittura il 20% della popolazione in età lavorativa nei prossimi 25 anni e di avere sempre meno bambini sotto i 14 anni, destinati a scendere dal 12,2% all’11,2% rispetto al totale della popolazione, come di recente rilevato dall’Istat».
