La morte di Padre Fedele Bisceglia, avvenuta ieri a 87 anni, lascia a Cosenza e in Calabria un vuoto che non sarà facile colmare. Figura carismatica, capace di mescolare il saio con la sciarpa rossoblù, unì per decenni la cura dei poveri alla passione per il calcio, diventando un’icona della Curva Sud. La sua vita fu segnata dall’impegno missionario in Africa, dalla lotta per gli ultimi e dalla fondazione dell’Oasi Francescana, rifugio per chi non aveva più un tetto né un pasto caldo.
Eppure, accanto all’ammirazione per la sua energia e per il cuore aperto agli “invisibili”, resta lo spazio per una riflessione. Il saio francescano è simbolo di povertà, silenzio e distacco dalle logiche mondane. Gli spalti di uno stadio, invece, sono spesso luoghi di tifo acceso, di rivalità, talvolta di eccessi verbali e gestuali, per non parlare delle vere e proprie bestemmie e delle amenità più varie.
La scelta di Padre Fedele di farsi “frate ultrà” — per quanto mossa da un desiderio sincero di stare accanto alla gente — ha inevitabilmente creato un cortocircuito tra l’immagine del consacrato e l’ambiente calcistico, con le sue dinamiche talora lontane dallo spirito evangelico.
Si può discutere se questa presenza rumorosa negli stadi sia stata un gesto di coraggio missionario o una forma di esposizione inopportuna, che rischiava di confondere il messaggio sacerdotale con la passione sportiva. Non va dimenticato che la Chiesa, pur chiamando i pastori a “sentire l’odore delle pecore”, li invita anche a custodire la sobrietà dei segni e dei luoghi.
Oggi, però, è il tempo del commiato. Restano la sua generosità instancabile, la capacità di mobilitare giovani e volontari, l’ostinazione nel dare pane e dignità a chi non aveva nulla. Padre Fedele lascia un’eredità fatta di gesti concreti, di carità quotidiana e di un amore che, al di là dei dibattiti, ha segnato profondamente la sua terra.

Silenzio, preghiera e sevizio ai poveri vale più ➕️ di qualsiasi tifoseria a fin di ” bene ” ; San Francesco ci insegna nelle Fonti che i maggiori frutti di conversione sono grazie date alle preghiere dei frati eremiti e delle claustrali .
Fratel Amato Maria Tof cap