L’America è una società in declino. Questo è un giudizio politico e sociale, non culturale – e soprattutto legato all’attualità – che non tiene conto delle eccellenze che hanno raggiunto gli Stati Uniti nella medicina, nelle arti, nella letteratura, nella musica, nel cinema e in genere in molte altre discipline artistiche, culturali e scientifiche.
Non mi soffermerò, inoltre, sull’omicidio dell’attivista politico statunitense Charlie Kirk e sul suo assassino, Tyler Robinson, che ritengo solo un brutale episodio, tipo Far west, consumatosi all’interno di una società in difficoltà come quella americana.
Usare le categorie politiche di destra e sinistra in quest’orrendo delitto è sbagliato, perché è il prodotto di una storia e di una “cultura” che hanno radici lontane.
Nel Far West, infatti. Charlie Kirk era un giovane predicatore politico e religioso che non meritava di essere ucciso per le sue idee, anche se queste idee erano in qualche aspetto non condivisibili (il diritto di avere armi, per esempio) ed erano espresse talvolta in modo indisponente.
Il suo assassino è un uomo senza qualità, di una famiglia di repubblicani, che disponeva di armi, diritto sancito dal Secondo Emendamento, diritto che difendeva lo stesso Kirk.
Già, questa è l’America (chiamiamoli pure così ogni tanto gli Stati Uniti d’America, anche se facciamo un torto agli altri Paesi americani).
Sono un popolo che vive con emendamenti da Far West, come il diritto ad avere le armi, che predicava, dicevamo, anche il povero ma deviato e indisponente, pure cattolico, Kirk.
Gli Stati Uniti non sono un Paese democratico. Affermare che gli USA – Paese dove in 37 Stati su 50 e nel governo federale esiste ancora la pena di morte, secondi solo alla Cina per numero di condanne inflitte ogni anno – siano un modello di democrazia da imitare è, fuori della retorica, non solo sbagliato ma contro i processi progressivi della storia.
È falso anche affermare che l’attuale Presidente Trump non ha portato il suo Paese in nessuna guerra, in Medio Oriente è in guerra con Israele, e inoltre il giudizio complessivo sulla sua prima Presidenza è negativo, perché si è congedato dando dell’America l’immagine di Paese del Terzo Mondo o sudamericano preda di un golpe a opera di nazifascisti mohicani, come i colpi di Stato ordinati da tante precedenti amministrazioni, soprattutto in Sudamerica.
Infine, Trump ha contribuito in modo decisivo alla fascistizzazione del glorioso partito repubblicano, che ha in Abramo Lincoln, il Presidente che abolì la schiavitù, il suo più grande rappresentante.
Gli USA sono un Paese che detiene ancora il triste primato di detenuti e di omicidi a opera della polizia, con milioni di famiglie senza tetto, dove circolano milioni di armi da fuoco, dove ogni giorno vediamo migliaia di violenze, dove l’assistenza sanitaria per tutti è un miraggio, dove esistono ancora fortissime disuguaglianze sociali, e un Paese del genere non può essere un modello di democrazia.
In Europa, con tutti i difetti che ha l’Unione Europea, i cittadini fruiscono di diritti che in America se li sognano.
È un modello sociale e democratico quello europeo che è, sì, da migliorare, ma è superiore e non ha nulla da invidiare a quello americano. Per non essere tacciato di razzismo, non dico che la civiltà europea è superiore a tutte le altre, ma affermo l’unicità di una cultura e di un modello di democrazia che ha imboccato la strada giusta, anche se tanta strada è ancora da fare.
Il trumpismo, a mio giudizio arrogante e spregiudicato, sta portando gli USA nel punto più basso – e anche pericoloso – della sua storia, con una politica economica aggressiva e fuori dal tempo, e una politica estera incerta e in realtà timorosa, soprattutto di Putin e della Cina di Xi Jinping.
Gli Stati Uniti d’America sono stati un grande Paese, che ha liberato l’Europa dal fascismo e dal nazismo, e le osservazioni che faremo sulla società americana, pertanto, non sono dettate assolutamente da odio politico. Ma vediamo alcuni aspetti della società statunitense, espressi in modo semplice per rendere più chiaro al lettore il nostro pensiero.
Negli USA sono in circolazione cinquecento milioni di armi, quasi il doppio degli abitanti, perché col Secondo Emendamento tutti ne posso avere. Così, con questo culto delle armi, purtroppo assistiamo a stragi nelle scuole, ad assassinii, a violenza nelle strade, quest’ultima celebrata purtroppo anche nei film. Tutto ciò è favorito da estreme solitudini, soprattutto negli Stati centrali. Ci sono stati grandi due volte l’Italia con appena 500mila abitanti nel Middle west o più a ovest. Questo incide nei comportamenti.
Gli statunitensi vivono una religiosità squilibrata, ibrida, innestata su una miriade di movimenti di sette di difficile collocazione e popolata da una sterminata moltitudine di predicatori itineranti e televisivi – e spesso anche truffaldini – che diffondono strani e pericolosi messaggi impregnati di moralismo ed evangelicalismo che incidono molto, in modo devastante, nella cultura e nella società americana. L’America è popolata da predicatori pazzi, mormoni, pentecostali, Testimoni di Geova, e da una miriade di sette protestanti, da culti strani, spesso provenienti dall’estero.
Conseguenza del Primo Emendamento, ogni giorno nascono – e arrivano anche da altri Paesi – nuovi movimenti religiosi, eccentrici, che esasperano l’individualismo. Insomma, ognuno può fondare facilmente la propria “chiesa”, espressione di individualismo che favorisce la nascita di sette chiuse, coercitive, manipolatorie, fanatiche, che attuano un controllo mentale deviante. Spesso questi tele-evangelisti hanno milioni di seguaci e grandi introiti, che causano anche scandali finanziari. Gli europei, abituati a vivere in mezzo a religioni “tradizionali”, hanno difficoltà a comprendere un simile fenomeno.
La cultura del Far West, purtroppo, la vediamo anche nell’assassinio di molti esponenti politici. Basta solo dire che gli USA detengono un triste record, quello di ben quattro Presidenti assassinati – Abraham Lincoln, James A. Garfield, William McKinley, John F. Kennedy.
Gli USA sono un Paese con forti disuguaglianze sociali ed economiche. L’uno per cento della popolazione possiede una quota sproporzionata della ricchezza totale, circa il trenta per cento, con una mobilità sociale bassa rispetto ad altri Paesi sviluppati e salari che crescono soprattutto nelle classi più abbienti. L’American Dream non esiste più. A ciò si aggiunge il fatto che gli statunitensi non credono nella politica, va a votare solo una minoranza della popolazione.
Il sistema sanitario statunitense è privatizzato, molto costoso e milioni di persone sono senza assicurazione sanitaria o con una copertura insufficiente, e le cure spesso dipendono dal reddito e dal tipo di lavoro. Gli USA hanno il sistema sanitario più costoso del mondo. Una visita in un pronto soccorso può costare migliaia di dollari. Un’ambulanza può costare anche 1.000 dollari o più.
La scuola. All’istruzione universitaria possono accedere le classi più ricche, e le scuole pubbliche, finanziate con tasse locali, partono sfavorite rispetto alle scuole private. La casa. Gli affitti e i prezzi delle case sono saliti oltre il reddito medio, tant’è che non è raro vedere un altissimo numero di senzatetto soprattutto in aree urbane come Los Angeles, San Francisco e New York. Molti – pare siano 600mila – dormono nelle strade e poi vanno a lavorare. Non parliamo poi delle discriminazioni che subiscono le minoranze – afroamericani, latini e nativi americani – e delle disuguaglianze razziali ed etniche che vediamo ogni giorno in inchieste televisive e giornalistiche, nonché nella letteratura e nella cinematografia. Queste minoranze guadagnano meno dei bianchi e hanno più probabilità di essere fermati, arrestati e incarcerati, anche per reati minori.
Un ultimo aspetto – ma non il meno importante – da chiarire è la politica dei partiti. Negli USA, come è noto – i due più importanti partiti sono il Partito Democratico e il Partito Repubblicano. Le differenze ci sono, ma sulla politica estera l’azione dei due partiti non sempre è stata coerente con le proprie linee programmatiche. Nel Partito Democratico c’è una maggiore attenzione sulla giustizia sociale, su diritti civili e ambientali, anche se non mi pare un diritto quello delle donne di potere abortire quando vogliono e quello di sostegno ai cosiddetti diritti LGBTQ+. Tasse progressive, intervento dello Stato nell’economia, un più forte sostegno alla sanità pubblica e alla scuola pubblica, all’inclusività, più restrizioni sulle armi da fuoco, leggi antidiscriminazione, questi altri aspetti della politica democratica in genere. I valori a cui si rifa il Partito Repubblicano sono quelli della minore interferenza dello Stato nell’economia, del conservatorismo sociale, della sicurezza, della sovranità e della libertà individuale, con aspetti aberranti, tuttavia, come il diritto ad avere armi da fuoco (Secondo Emendamento). Poi, ovviamente, più libero mercato, e leggi molto restrittive sull’aborto, una politica economica più favorevole ai ceti alti, minore rigidità sulla politica ambientale. A parte qualche convergenza sulle politiche relative alle infrastrutture e sulla lotta al crimine, la politica estera, che dovrebbe essere il discrimine dei due partiti, non sembra offrire elementi di differenza, sono stati coinvolti in guerre – e sono state tante dopo la Seconda Guerra Mondiale, forse l’unica guerra “giusta” che gli americani hanno combattuto e vinto – sia l’uno che l’altro partito.
Ora, nessuna società è perfetta. Ma per quanto abbiamo detto, la nostra interpretazione di questo efferato omicidio non ci sembra fuori luogo. Qui non c’entrano né la destra né la sinistra, né il fascismo né il comunismo, né “Bella Ciao”, che è nel mondo ormai come un brand italiano, tipo Pizza, Spaghetti e così via. È sbagliata qualsiasi speculazione politica, soprattutto nostrana, sia di destra che di sinistra. Questo è un omicidio tutto americano, superiore in questo senso perfino a quelli dei Kennedy o di Martin Luther King, che una forte valenza politica ovviamente ce l’avevano. Qui c’è un predicatore con milioni di seguaci, ucciso da un disperato solitario, un ragazzo incompreso dai suoi stessi genitori, senza veri ideali, che aveva in antipatia il Kirk, col culto delle armi che predicava pure costui, uno sparo da centottanta metri, selvaggio e quasi distaccato, come si uccideva un bufalo nel West. Nel Far West. Senza pietà. La legge spietata del West.
Francesco Bellanti
