In una vasta e chirurgica operazione aerea, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno centrato con precisione i vertici della leadership dei ribelli Houthi sostenuti dall’Iran nella capitale yemenita, infliggendo un duro colpo alla loro catena di comando.
Le autorità israeliane, guidate dal Primo Ministro Benjamin Netanyahu e dal Ministro della Difesa Israel Katz, hanno approvato l’operazione denominata.
Basandosi su intelligence in tempo reale, l’IDF ha colpito un edificio residenziale nel quartiere Bayt Baws di Sanaa, dove si trovava il Primo Ministro Houthi Ahmed al-Rahawi: secondo i media yemeniti contrari al regime, al-Rahawi è rimasto ucciso nel suo appartamento, insieme ad alcuni suoi collaboratori.
Contestualmente, un secondo attacco israeliano ha preso di mira una riunione di alto livello: dieci ministri Houthi (inclusi il Ministro della Difesa Mohamed al-Atifi e il Capo di Stato Maggiore Muhammad Abd al-Karim al-Ghamari) erano riuniti per seguire il discorso registrato del leader Abdul-Malik al-Houthi.
L’IDF, nonostante la presenza di dense difese antiaeree, ha eseguito un attacco rapido e letale, costringendo l’intero gruppo dirigente nemico a un tracollo operativo.
Secondo fonti israeliane, vi è un crescente grado di fiducia che l’attacco abbia eliminato l’intero vertice politico-militare degli Houthi. Canale 13 ha riferito che “l’orientamento va verso l’operazione riuscita”, mentre Ynet ha parlato di una probabilità crescente che l’intero governo Houthi sia stato spazzato via.
Israele giustifica l’operazione come una risposta necessaria alla crescente minaccia rappresentata dagli Houthi: missili, droni e attacchi contro navi in transito nel Mar Rosso avevano già evidenziato un’escalation pericolosa contro Israele e la stabilità regionale.
Il Ministro della Difesa Israel Katz ha intonato un messaggio chiaro e implacabile: “Dopo la piaga dell’oscurità arriverà la piaga del primogenito. Chi alza una mano contro Israele… gli verrà tagliata”, evocando simbolismi biblici forti e impartendo un avvertimento a chiunque osi minacciare lo Stato ebraico.
L’Operazione “Lucky Drop” rappresenta una delle azioni più audaci e riuscite contro un gruppo armato sostenuto dall’Iran. Israele ha dimostrato la propria capacità di proiezione militare, anche a grande distanza, e la determinazione nel contrastare i proxy iraniani, rafforzando così la sua deterrenza regionale.

Si…tutto quello vogliamo dire e che vogliamo giustificare ..di un attacco che secondo l’ articolo testimonia l’ Idf come il salvatore dello stato d’ Israele dalla minaccia dei suoi nemici e rivali.
Intanto pero’ va detto pero’ che chi ci rimette e’ sempre i poveri, i deboli, gli innocenti..al di la’ della diversa appartenenza e identificazione di :vittime o carnefici, aggressori o aggrediti, buoni o cattivi !!
Cosi’ facendo..e lasciando fare a Israele..quello che stanno facendo da 2 anni a qs parte ..senza vergogna ..se non ci sara’ qualcuno che li ferma..andremo verso l’ auto- distruzione..e per qualcuno non ci sara’ possibilita’ di salvarsi dalla dannazione eterna!