L’Italia del basket rialza la testa e scrive una pagina memorabile a EuroBasket 2025. Dopo un avvio sofferto con la Grecia e l’immediato riscatto con la Bosnia, gli Azzurri di coach Pozzecco hanno completato ieri sera la loro piccola grande rivincita, battendo la Spagna 67-63 al termine di una sfida intensa, nervosa, combattuta fino all’ultimo secondo.
Il torneo non era cominciato sotto i migliori auspici. Contro la Grecia, l’Italia aveva retto bene nei primi due quarti, ma alla lunga la maggiore fisicità ellenica aveva fatto la differenza. Il tabellone finale recitava 75-66: Melli con 15 punti e Spagnolo con 10 erano stati tra i pochi a brillare in una serata in cui la squadra aveva pagato la scarsa precisione al tiro e un paio di blackout difensivi.
Il gruppo, però, ha subito trovato il modo di reagire con una prova autoritaria contro la Georgia, imponendosi 78-62 a Limassol grazie a una solida reazione nella ripresa dopo un primo tempo equilibrato chiuso sul 32-32.
Nei primi due quarti prevale la fisicità georgiana e i problemi al tiro azzurri, ma poi l’Italia cambia marcia con un parziale decisivo di 13-0 e un altro di 11-0 nei quarti centrali, imprimendo il proprio ritmo.
Sul fronte offensivo brillano Saliou Niang (15 punti), Simone Fontecchio (14) e Mouhamet Diouf (13), con un contributo prezioso anche dalla panchina, tra cui Darius Thompson e Pippo Ricci, e un’ottima circolazione di palla certificata da 20 assist totali.
L’espulsione per doppio tecnico di Tornike Shengelia e l’eliminazione per falli di Mamukelashvili indeboliscono il gioco georgiano, mentre Goga Bitadze – pur arrivando a quota 22 punti – non basta a evitare il crollo dei suoi.
L’Italia così si mostra più solida, atletica e con rotazioni più efficaci rispetto agli avversari, gestendo il finale.
Contro la Bosnia, Simone Fontecchio ha vestito i panni del leader assoluto, firmando una prestazione monstre da 39 punti: un record personale e una delle migliori prove individuali della storia azzurra agli Europei. Accanto a lui, Spissu con le sue triple e Pajola con la solita energia hanno permesso all’Italia di dominare 96-79, restituendo entusiasmo e consapevolezza.
Poi è arrivata la partita più attesa, quella che nel basket europeo vale sempre qualcosa di più: Italia contro Spagna. Gli iberici partono fortissimo, piazzano un 13-0 iniziale che avrebbe steso chiunque. Ma non questi Azzurri. Pozzecco chiama timeout, riordina la difesa e la squadra risponde.
Nel secondo quarto l’Italia trova ritmo, con Diouf e Niang a fare legna sotto canestro e Fontecchio a prendersi responsabilità in attacco. All’intervallo lungo il gap è di soli sei punti, e la sensazione è che la partita sia tutta da giocare.
Il terzo quarto segna la svolta: l’Italia serra le maglie in difesa, concede appena dieci punti in dieci minuti e comincia a rosicchiare il vantaggio spagnolo. Niang firma una doppia-doppia da 10 punti e 10 rimbalzi, mentre Diouf chiude con 14 punti e 8 rimbalzi, dominando in area.
Il finale è al cardiopalma. La Spagna sbaglia tanto dall’arco, gli Azzurri tengono botta con pazienza. Sul -1, Spissu subisce fallo antisportivo e dalla lunetta firma il sorpasso. Ricci mette i liberi della sicurezza, la sirena finale sancisce il 67-63 e la festa azzurra esplode.
Grazie a questo successo e al contemporaneo ko di Cipro con la Georgia, l’Italia stacca con una giornata d’anticipo il pass per gli ottavi di finale.
La classifica del girone vede gli Azzurri appaiati alla Grecia in testa: battere Cipro nell’ultima giornata significherebbe chiudere al primo posto e incrociare un’avversaria teoricamente più abbordabile nella fase a eliminazione diretta.
Non è solo questione di risultati. Questa Italia ha mostrato carattere, cuore e grande spirito di squadra. Fontecchio è la stella, ma dietro di lui tanti hanno risposto presente: Melli con la sua esperienza, Niang con energia e coraggio, Diouf con fisicità e presenza, Spissu con freddezza nei momenti chiave.
Coach Pozzecco, spesso criticato per l’emotività, ha trovato un equilibrio prezioso, capace di trasformare l’ardore in compattezza.
L’Italia c’è, e ora sogna in grande. La vittoria sulla Spagna è più di un successo di prestigio: è un segnale all’intero torneo. Gli Azzurri non hanno paura di nessuno.
