Da qualche anno stiamo promuovendo con l’Associazione Eticamente i luoghi della tradizione benedettina e camaldolese in Umbria che sono caratterizzati dalla presenza di borghi, alcuni dei quali caratterizzati da un progressivo spopolamento. La prima ragione di questo processo è la mancanza di lavoro e di servizi. Si tratta di una emergenza sociale e di impoverimento per la nostra regione. I borghi sono caratterizzati infatti da una qualità della vita e dell’ambiente superiore a quella dei centri urbani più grandi e presentano una struttura comunitaria che offre, automaticamente, risposte a molti dei bisogni relazionali e di assistenza delle persone. Abbiamo riscontrato, per esempio, che alcune farmacie del territorio appenninico portano direttamente a casa i farmaci a chi è in difficoltà.
La valorizzazione delle risorse del territorio e la creazione di lavoro è utile per sostenere i territori, cosiddetti marginali.
In questi anni di collaborazione è stato elaborato un progetto relativo alla filiera del legno, cioè alla possibilità di utilizzare legno di scarto per produrre energia e calore da mettere a disposizione delle comunità appenniniche. Il legno, nel passato, veniva utilizzato completamente, evitando l’intasamento dei corsi d’acqua e favorendo la cura dei boschi e del territorio in generale. Con le nuove normative UE e la impostazione liberista ideologica e stupida che caratterizza la attuale economia, è oggi apparentemente più conveniente importare «cippato», cioè materiale legnoso destinato alla produzione di energia e calore, dall’estero, piuttosto che dal territorio vicino, creando occasioni di lavoro e con impatto ambientale nullo. Questo non senso deriva in primo luogo dalla non valutazione di tutti i costi sociali che riguardano la gestione del territorio. Tutti abbiamo visto ad esempio gli accumuli di legname che hanno caratterizzato le ricorrenti alluvioni in Emilia-Romagna. Nonostante le difficoltà conseguenti ad un sistema economico egemonizzato dalla finanza di rapina angloamericana e dalle normative UE, è possibile, pur con le attuali normative, promuovere una filiera del legno (di scarto) che consenta un suo utilizzo economico e benefico per la cura del territorio e ci stiamo adoperando per realizzarla.
Per risolvere molti problemi è però evidente che il liberismo è inadeguato e dannoso. Pensiamo ad esempio a quanti danni produce la desertificazione commerciale, conseguenza del commercio online, promosso da multinazionali che non pagano tasse. Bisogna cambiare il paradigma valorizzando le comunità ad ogni livello.
VINCENZO SILVESTRELLI
Foto di Wilfried Pohnke da Pixabay
