Il 7 settembre 1893 a Genova nasceva il Genoa Cricket and Football Club, la più antica società calcistica d’Italia, fondata inizialmente come circolo sportivo britannico con prevalente vocazione al cricket, ma ben presto divenuto il cuore pulsante del football italiano; il Genoa infatti fu la culla del calcio nel nostro Paese, imponendosi con un dominio assoluto nelle prime competizioni organizzate dalla Federazione Italiana, conquistando nove Scudetti complessivi, di cui ben sette tra il 1898 e il 1904, un ciclo leggendario che consacrò il Grifone come prima potenza del calcio tricolore, con figure pionieristiche come James Richardson Spensley, medico e missionario che introdusse in Italia i primi rudimenti di modernità calcistica, dall’organizzazione dei campi alle regole tecniche, fino alla cultura sportiva intesa come disciplina e rispetto.
Dopo i fasti dei primi decenni del Novecento, il Genoa conobbe momenti di gloria alternati a crisi, tra vittorie prestigiose e un progressivo arretramento rispetto a nuove forze emergenti come la Juventus, il Torino e l’Inter; il decimo scudetto, tanto agognato per fregiarsi della stella, sfumò negli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale, quando il club pure seppe imporsi ancora due volte, nel 1915 e nel 1923-24, ma da allora iniziò un lungo digiuno che avrebbe segnato l’identità stessa della squadra.
Gli anni Trenta e Quaranta videro il Genoa vivere stagioni alterne, sempre animato da un tifo passionale e da una rivalità crescente con la Sampierdarenese, che nel dopoguerra si sarebbe trasformata nella stracittadina più accesa d’Italia, il Derby della Lanterna, quando la fusione tra Sampierdarenese e Andrea Doria diede vita alla Sampdoria nel 1946, accendendo un antagonismo eterno che ancora oggi definisce la vita calcistica della città.
Dopo il 1945 il Genoa non riuscì più a tornare stabilmente ai vertici, pur vivendo annate di grande suggestione e riuscendo a lanciare talenti e a conquistare risultati memorabili, come la Coppa Italia sfiorata e le salvezze all’ultima giornata che accrescevano il mito della sofferenza genoana, ma anche retrocessioni dolorose che fecero del Grifone una squadra capace di oscillare tra Serie A e Serie B, accompagnata però da una tifoseria mai doma, tra le più calorose d’Europa, capace di trasformare il Luigi Ferraris in un fortino di cori, bandiere e passione.
Negli anni Ottanta e Novanta il Genoa conobbe una rinascita, con promozioni, la storica semifinale di Coppa UEFA nel 1991-92, conquistata eliminando anche il Liverpool ad Anfield, un’impresa che entrò di diritto nella memoria collettiva del calcio italiano, e con figure indimenticabili come Tomáš Skuhravý, il gigante ceco che con i suoi colpi di testa divenne simbolo del Grifone, o Gennaro Ruotolo, bandiera di dedizione e cuore. Il derby restava il palcoscenico più atteso, capace di infiammare l’intera città, e anche in tempi di difficoltà il Genoa seppe scrivere pagine eroiche, tornando in Serie A nel 2007 con la presidenza di Enrico Preziosi, che pur tra mille contestazioni guidò il club a stagioni di rilievo, con la qualificazione in Europa League nel 2009 e un attacco stellare formato da Diego Milito e Thiago Motta prima del loro approdo all’Inter del Triplete.
Gli anni successivi furono però segnati da un’altalena di gioie e sofferenze, con salvezze in extremis, allenatori che si succedevano in rapida sequenza e una tifoseria che non smise mai di riempire lo stadio e di colorare le gradinate di rossoblù, fino alla retrocessione del 2022, un colpo durissimo ma seguito da un’immediata rinascita sotto la nuova proprietà americana del fondo 777 Partners, che riportò il Genoa in Serie A già nel 2023 grazie alla guida tecnica di Alberto Gilardino, ex campione del mondo, capace di trasformare il Grifone in un collettivo solido, compatto e identitario.
Nel 2024 e 2025 il Genoa è tornato a vivere la Serie A con dignità e orgoglio, puntando alla stabilità e al consolidamento del progetto, forte di un tifo che non conosce eguali, fedele custode di una tradizione più che centenaria.
Il Genoa, con i suoi 132 anni di storia, non è soltanto la prima squadra d’Italia, ma una leggenda vivente, simbolo di una città che nel Grifone riconosce la propria anima, fatta di mare, lavoro, fatica e passione, e che guarda al futuro con la fierezza di chi non dimentica il proprio passato glorioso, consapevole che ogni stagione, in qualunque categoria, rappresenta un nuovo capitolo di un’epopea che non avrà mai fine.
