Il 22 febbraio 1931, nei cantieri navali di Castellammare di Stabia, venne varata la celebre Amerigo Vespucci, una nave che di lì a poco sarebbe diventata un simbolo vivo della Marina Militare e dell’arte marinara italiana.
Progettata come nave scuola per l’addestramento degli allievi ufficiali dell’Accademia Navale di Livorno, la Vespucci è tuttora in servizio, più di novant’anni dopo il suo varo, testimonianza straordinaria della tradizione marittima italiana e della continuità storica della flotta addestrativa nazionale.
L’idea di costruire questa nave nacque negli anni ’20 del XX secolo, quando la Regia Marina decise di affiancare alla moderna tecnologia navale un’imbarcazione a vela di alta scuola, capace di trasmettere ai cadetti non solo competenze tecniche di navigazione, ma anche senso di disciplina, spirito di corpo e conoscenze profonde sulla vita in mare.
Il progetto fu affidato all’ingegnere Francesco Rotundi, che si ispirò ai classici “vascelli” a tre ponti del XVIII secolo, rendendo la Vespucci non soltanto una nave funzionale, ma anche un’opera d’arte galleggiante.
La Vespucci è una full-rigged ship, ovvero un veliero a tre alberi portanti vele quadre e dotata di un apparato propulsivo ausiliario diesel-elettrico.
La nave misura circa 101 metri di lunghezza complessiva includendo il bompresso, ha uno scafo in acciaio con una larghezza massima di oltre 15 metri e un pescaggio di circa 7 metri.
La superficie velica supera i 2.600 metri quadrati, distribuita su 26 vele manovrate a mano attraverso oltre venti chilometri di cime e funi, secondo la tradizione marinaresca più antica.
Anche gli alberi sono interamente d’acciaio, con il “maestro” che raggiunge oltre 50 metri d’altezza sopra la linea di galleggiamento.
All’interno, la nave è organizzata come un vero centro di addestramento navale. La sua struttura interna comprende spazi per l’equipaggio, alloggi per cadetti, locali tecnici, sale per l’istruzione, insieme a reparti logistici e di supporto.
A bordo la vita è scandita da turni d’istruzione, esercitazioni pratiche di navigazione, tecniche di vela, manovre di sicurezza e operazioni di bordo, mentre nei lunghi periodi di crociera i cadetti apprendono la gestione della vita quotidiana in mare, l’uso di strumenti tradizionali come il sestante, e la convivenza in condizioni di tempo variabile.
L’equipaggio permanente conta circa 264 uomini e donne della Marina, suddivisi tra ufficiali, sottufficiali e marittimi, ma durante le campagne di addestramento il numero di persone a bordo può superare le 400 unità, includendo cadetti e personale di supporto.
Nel corso della sua lunga vita operativa, l’Amerigo Vespucci ha compiuto centinaia di campagne di istruzione, viaggiando nei mari di tutto il mondo e diventando ambasciatrice della cultura marittima italiana. Ha partecipato a regate internazionali, ha solcato l’Atlantico e il Pacifico, ha toccato porti lontani e ha preso parte a eventi simbolici: tra questi, la consegna della città di Trieste nel 1954, il trasporto della fiaccola olimpica per i Giochi di Roma nel 1960, e numerose visite diplomatiche. In una celebre occasione del 1962, mentre navigava nel Mediterraneo, fu salutata dall’USS Independence: il messaggio via segnali luminosi dell’ammiraglia statunitense fu “You are the most beautiful ship in the world”, un riconoscimento affettuoso ed eterno della sua eleganza e significato storico.
Negli anni recenti, la Vespucci ha continuato la sua missione formativa e rappresentativa. Tra il 2023 e il 2025 ha compiuto un lungo giro del mondo, una crociera durata oltre 20 mesi che ha toccato cinque continenti e migliaia di miglia marine, offrendo a nuove generazioni di cadetti un’esperienza formativa senza pari.
Nel corso del tempo, la nave ha anche rinnovato i suoi sistemi tecnologici con interventi di manutenzione e modernizzazione, pur preservando integralmente l’autenticità del rig e delle tecniche tradizionali di vela.
In questo 2026, l’Amerigo Vespucci resta un vanto della Marina Militare italiana, operando regolarmente come nave scuola e simbolo della marineria.
Il suo scafo bianco e nero, i tre alberi imponenti e la figura del navigatore a prua evocano il passato glorioso delle vele, mentre le attività di addestramento continuano a formare ufficiali preparati ad affrontare le sfide della vita marina e della difesa nazionale.
La Vespucci, con il suo motto “Non chi comincia ma quel che persevera”, non è soltanto un pezzo di storia, ma un luogo vivente di educazione, disciplina e tradizione, destinata a solcare i mari ancora per molte generazioni.
