«Ieri Papa Leone XIV ha avuto, nuovamente, parole illuminanti di condanna all’aborto, di contrasto alle logiche di suicidio assistito e eutanasia e di promozione della libertà educativa dei genitori, che ci auguriamo possano essere un faro anche per la politica su temi che non possono non avere come obiettivo primario la “custodia della persona umana”».
Lo afferma, in una nota, Pro Vita & Famiglia a margine della presentazione dell’Enciclica Magnifica humanitas e dell’incontro che il Pontefice ha tenuto ieri mattina con i membri dell’intergruppo sulla Demografia del Parlamento Europeo, al quale erano presenti anche Jacopo Coghe e Maria Rachele Ruiu, portavoce dell’associazione. Ruiu ha partecipato inoltre, nel pomeriggio di ieri, alla conferenza “Demografia ed Europa: un momento decisivo” organizzata dallo stesso Intergruppo presso l’Ufficio di Collegamento del Parlamento europeo a piazza Venezia.
«Siamo grati al Papa – dichiarano i due – per aver ricordato nell’Enciclica che pratiche come l’aborto e l’eutanasia sono “gravemente illecite” e per aver condannato la “mercificazione e la riduzione in schiavitù dei corpi delle persone”, che non può non richiamare alla mente la vergogna dell’utero in affitto. È inoltre significativo che il Pontefice abbia voluto ribadire che “i genitori hanno il diritto primario e inalienabile di scegliere il tipo di educazione e di formazione impartita ai propri figli”. Un principio che come Pro Vita & Famiglia abbiamo sempre difeso, soprattutto in queste settimane cruciali in cui si discuterà il Ddl Valditara sul consenso informato in Senato».
«Accogliamo inoltre con soddisfazione le parole pronunciate nell’incontro di ieri mattina all’Intergruppo sulla Demografia, con cui ha ricordato che in Europa “a troppi è stato negato il diritto di nascere” e ha definito la famiglia la “prima società naturale”, “fondata sull’unione stabile tra uomo e donna”. Ci auguriamo – concludono – che la politica segua il monito del Papa, che ha messo in guardia dalle “contraddizioni di presunte politiche a favore della famiglia che promuovono discriminazioni nei confronti della maternità, esaltano l’aborto come un diritto e minano le stesse fondamenta del desiderio di costruire una famiglia”».
