Ieri è emerso con chiarezza che vi è chi guarda con ostilità alla libertà educativa dei genitori e intende limitarla.
Lo hanno dimostrato le audizioni delle associazioni Lgbtq sul disegno di legge sul consenso informato dei genitori in Commissione VII Istruzione alla Camera, durante le quali si è insistito sulla legittimazione della Carriera Alias, sull’identità di genere, sul superamento del binarismo maschile-femminile nello sport e su un approccio che di fatto azzera la centralità della libertà educativa dei genitori.
Alcuni interventi hanno persino affermato che la scuola pubblica non dovrebbe tenere conto la volontà delle famiglie, invitando i genitori non allineati a “rivolgersi alle scuole private” e sostenendo che solo nella scuola statale gli studenti possano conoscere davvero la “pluralità”, bollando le private come ideologiche.
Siamo grati al deputato Rossano Sasso che ha smontato le fake news riferite durante le audizioni mostrando alcuni dei libri e delle favole ispirate all’ideologia gender la cui diffusione nelle scuole di ogni ordine e grado è stata negli anni denunciata da Pro Vita & Famiglia.
Oggi abbiamo avuto ulteriore conferma di quanto sia urgente una legge che tuteli il consenso informato dei genitori e lo estenda anche ai progetti sull’affettività.
La maggior parte delle attività ideologiche, infatti, si nasconde proprio sotto questa etichetta, come è stato ammesso anche da alcune delle realtà audite.
Tra queste, associazioni come Arcigay, Famiglie Arcobaleno, GayNet, Libellula Italia impegnata sui temi legati alle persone transgender e non binarie, la professoressa Barbara Poggio, prorettrice alle politiche di equità e diversità dell’Università di Trento, che in passato ha definito la “teoria gender” come fantomatica, e l’Unione italiana sport per tutti, che pur promuovendo attività inclusive apprezzabili, propone anche una visione “fluida” delle competizioni tra uomini e donne».
Jacopo Coghe (nella foto),
Portavoce di Pro Vita & Famiglia
