Nel panorama musicale contemporaneo, sempre più aperto alla contaminazione tra generi, il nome di Lisa Agnelli rappresenta una delle esperienze più originali e innovative.
Formata in ambito classico e protagonista di importanti esperienze internazionali, ha saputo trasformare il violino in una voce moderna, capace di dialogare con il linguaggio del pop e del rock.
Dai teatri più prestigiosi alle collaborazioni con artisti di fama internazionale, fino all’impegno sociale attraverso concerti solidali, il suo percorso racconta una musica che non è solo espressione artistica, ma anche strumento di condivisione e aiuto concreto.
In questa intervista, in vista del suo prossimo concerto che si terrà a Mantova il 18 Aprile, a partire dalle ore 20:45, ci racconta la sua evoluzione, le sue ispirazioni e il valore umano della sua musica.
Come è avvenuta questa evoluzione artistica e cosa le permette di comunicare questo stile al pubblico?
La mia formazione nasce nella musica classica, che mi ha dato disciplina, tecnica e profondità interpretativa. A un certo punto, però, ho sentito il bisogno di uscire dagli schemi e avvicinarmi a un linguaggio più immediato e contemporaneo. Il pop e il rock mi hanno permesso di esprimere energia, emozioni dirette e una connessione più istintiva con il pubblico. Questo stile mi consente di raccontare storie senza parole, arrivando a persone di tutte le età in modo autentico e immediato.
Quali artisti o esperienze hanno influenzato maggiormente questa scelta?
Sono stata influenzata da artisti che hanno saputo rompere le barriere tra generi, ma soprattutto dalle esperienze sul palco, dal contatto diretto con il pubblico. È lì che ho capito che la musica doveva evolversi insieme a me. Anche il mondo dello spettacolo internazionale mi ha ispirata a cercare qualcosa di unico, che fosse riconoscibile e personale.
In che modo le esperienze internazionali hanno contribuito alla sua identità musicale?
Le esperienze internazionali sono state fondamentali: mi hanno aperto la mente, insegnandomi a pensare alla musica come a un linguaggio universale. Ho imparato a osare, a uscire dalla zona di comfort e a credere nella mia identità artistica. Questo mi ha portato a definire uno stile che unisce eleganza e forza, tecnica e impatto scenico.
Quando ha capito che il suo violino poteva diventare uno strumento concreto di solidarietà?
L’ho capito nel momento in cui ho visto le reazioni delle persone durante i concerti: emozioni vere, profonde. In quel momento ho realizzato che la musica non è solo intrattenimento, ma può diventare un mezzo per fare del bene. Da lì è nato il desiderio di legare sempre più spesso la mia arte a cause solidali.
Come è nata la collaborazione con Telethon e quali obiettivi vi siete posti?
La collaborazione con Telethon nasce da una volontà condivisa: utilizzare la musica per sostenere la ricerca e dare speranza. L’obiettivo è duplice: raccogliere fondi concreti e sensibilizzare il pubblico su tematiche importanti come le malattie genetiche rare. Credo profondamente che l’arte possa essere uno strumento potente di cambiamento.
In che modo un concerto può trasformarsi in un gesto concreto di aiuto?
Un concerto diventa un gesto concreto quando riesce a coinvolgere le persone non solo emotivamente, ma anche consapevolmente. Quando il pubblico comprende che, partecipando, sta contribuendo a una causa più grande, allora la musica diventa azione. È una forma di condivisione che va oltre lo spettacolo.
Pensa che la partecipazione emotiva del pubblico rafforzi il messaggio solidale?
Assolutamente sì. Quando il pubblico è coinvolto, quando canta, si emoziona, si lascia trasportare, il messaggio arriva in modo più profondo. L’emozione crea connessione, e la connessione genera consapevolezza. È lì che nasce la vera forza di un progetto solidale.
Come sceglie i brani per un tour benefico?
Scelgo brani che possano emozionare, coinvolgere e raccontare qualcosa. Spazio tra classico e contemporaneo proprio per creare un viaggio musicale che parli a tutti. In un contesto benefico è fondamentale che ogni pezzo abbia un significato e contribuisca a creare un’esperienza intensa.
Cosa spera che il pubblico porti a casa dopo un suo concerto?
Spero che le persone portino a casa un’emozione forte, un ricordo autentico e anche una maggiore consapevolezza. Vorrei che uscissero dal teatro sentendosi parte di qualcosa di importante, non solo spettatori ma protagonisti di un gesto concreto.
Se dovesse riassumere il significato di questo progetto in una frase?
“La musica può emozionare, ma quando incontra la solidarietà può davvero cambiare le cose”.
Lisa Agnelli | Pop Rock Concert
Teatro Scientifico del Bibiena, Mantova, il 18 Aprile 2026 ore 20:45
Lisa Agnelli è la prima violinista pop rock strumentale italiana.
Il suo concerto è uno spettacolo costruito attorno a uno strumento che reinterpreta AC/DC, Queen, Coldplay e Imagine Dragons con un’energia che non ti lascia fermo.
Sul palco: chitarra, pianoforte e batteria live. Archi LED, giochi di luce, video di sfondo.
Uno show pensato per chi non ha mai sentito il violino in questo modo, e per chi pensava di averlo già sentito tutto.
Un’unica serata. Posti limitati.
18 Aprile 2026 · ore 20:45 · Biglietti disponibili ora:
https://www.instagram.com/p/DWcAQi6DBl1/?igsh=NnR2Zm54dzRqbWF3
