di Antonio Brandi
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IL SUICIDIO ASSISTITO È SEMPRE UNA SCONFITTA SOCIALE
Ogni suicidio rappresenta sempre una tragica sconfitta per la società, che non è riuscita a rispondere al profondo grido di aiuto e di richiesta di senso della vita che si nasconde dietro l’insano desiderio di morire di chi soffre.
La narrazione mediatica che in queste ore sta esaltando il suicidio assistito della giornalista Laura Santi, avvenuto nella sua abitazione a Perugia, come un gesto liberatorio e politico avrà un impatto micidiale su migliaia di persone psicologicamente fragili, soprattutto giovani, e sulle loro famiglie, che lottano per resistere alla tentazione di cedere al dolore e che la continua propaganda eutanasica rischia invece di spingere verso il più insano e irreversibile dei gesti.
Ancora più grave è il ruolo dello Stato, che, attraverso la fornitura del farmaco letale e della strumentazione da parte dell’Asl, si è reso complice di questa tragedia.
Il caso di Laura Santi, nona richiesta autorizzata di suicidio assistito in Italia dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 2019 sul caso ‘Dj Fabo’, dimostra, per lo meno, che in Italia non esiste alcun vuoto normativo sul fine vita, e che una legge per istituzionalizzare processi di verifica sulle richieste di suicidio assistito, lungi dall’arginare la deriva e nonostante le migliori intenzioni, avrebbe il solo effetto di radicare ancor più nella coscienza collettiva la falsa idea di un presunto “diritto”. di morire”, aumentando inevitabilmente il numero di morti anticipati.
Chiediamo quindi alla maggioranza di centrodestra di ritirare il testo presentato in questi giorni e di bocciare quelli delle opposizioni, rispettando il mandato ricevuto dagli elettori alle ultime elezioni che non ha mai incluso alcun intervento su questo tema.
Presidente di Pro Vita & Famiglia
