Pro Vita & Famiglia onlus esprime profondo sdegno per l’approvazione, da parte del Parlamento Europeo, della risoluzione non vincolante che chiede alla Commissione UE di riconoscere l’aborto come “diritto fondamentale”, di limitare l’obiezione di coscienza dei medici, di criminalizzare le associazioni pro-vita e di rimborsare con fondi pubblici le spese sostenute da donne che decidono di abortire in Stati con leggi più permissive.
Si tratta di un vero “Erasmus dell’aborto” pagato con i soldi dei cittadini europei: un incentivo al turismo abortivo che spingerà gli Stati a competere per attirare fondi UE promuovendo la soppressione di vite innocenti. Questa risoluzione viola i Trattati UE e le competenze nazionali sull’aborto, annullando il principio democratico con l’imposizione dall’alto di una visione ideologica radicale.
Il voto di oggi arriva in un momento tragico, con l’Europa travolta dall’inverno demografico: invece di investire nella natalità e nel sostegno alle famiglie, la maggioranza “Ursula” accelera l’autodistruzione del continente. Pro Vita & Famiglia chiede al Governo italiano di opporsi a questo processo con ogni mezzo politico e diplomatico, impedendo che questa risoluzione diventi mai vincolante.
Così, in una nota, Pro Vita & Famiglia Onlus commenta l’approvazione da parte del Parlamento Europeo della risoluzione che accoglie l’iniziativa popolare europea “My Voice My Choice”.
