di Agrippino Castania
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IL ROMANZO “IL SIGILLO DEL LEONE” È FORTEMENTE PROFETICO
Ho avuto il piacere di intervistare il fondatore dell’interessante blog Informazione Cattolica, il dott. Matteo Orlando.
Oltre ad essere un talentuoso giornalista è anche scrittore sopraffino. In questa intervista abbiamo parlato del suo romanzo “Il Sigillo del Leone” e del suo ultimo saggio “Docenti Informati”.
Leggendo le risposte del direttore Orlando si nota subito la sua grande preparazione teologica e culturale. Nel corso dell’intervista si è parlato anche del nuovo Pontefice Leone XIV, a cui auguro un buon pontificato. Il Papa ha le chiavi della grande Porta della Santa Chiesa, che dona speranza a milioni di fedeli in tutto il mondo, divulgando la stupenda Parola di Dio.

Direttore Matteo Orlando, recentemente è uscito il suo romanzo dal titolo “Il Sigillo del Leone“. Di cosa parla?
«È un romanzo breve – appena 108 pagine – pubblicato il 4 maggio 2025, quattro giorni prima dell’habemus papam, su Amazon Italia a €16 e rappresenta un vero e proprio “instant novel” religioso, da molti definito “profetico”. Narra l’elezione immaginaria di un pontefice di nome “Leone XIV”, figura austera e dottrinale, che prepara il terreno per una restaurazione liturgica e dottrinale. Al centro c’è un interrogativo attualissimo: in che direzione va la Chiesa? Il racconto, descritto da Paolo Gulisano come un “affresco teologico e narrativo”, è un romanzo spirituale intenso e profondo. Emerge un Papa “anti‑spettacolare”, ma solido nella Tradizione e nella contemplazione, volto a recuperare la centralità dell’Eucaristia, della confessione e della liturgia».
Perché ha deciso di scrivere questo romanzo?
«Tutto è cominciato il 1° maggio – festa di San Giuseppe Lavoratore – con un’intuizione che potrei definire ‘Dio‑incidenza’: ho sentito il desiderio di dare forma narrativa a un possibile pontificato tradizionale. Il testo l’ho scritto qualche ora quella sera stessa, e poi molte ore tra il 2 e il 4 maggio, con l’aggiunta di alcune parti che avevo pronte per altri lavori. L’ho concepito come una provocazione spirituale rivolta alla Chiesa e al popolo cattolico: per mostrare che, anche nei tempi di confusione, è possibile un rinnovamento robusto, fondato sulla gioia del Vangelo, sulla bellezza del culto e sul valore della Tradizione. Volevo mostrare che è ancora possibile un risveglio cattolico, una restaurazione della verità, della bellezza e del sacro. La narrativa ha il potere di toccare i cuori in modo diverso rispetto al saggio o all’articolo giornalistico. Con questo romanzo ho voluto parlare all’anima dei lettori, accendendo in loro il desiderio del bene, del vero, del giusto».
Cosa ama della scrittura in generale?
«La scrittura è per me è un atto contemplativo ma anche combattivo: denuncia ciò che non va, difende ciò che è vero, edifica coscienze. È un laboratorio spirituale dove si forgiano idee libere, radicate nella fede e nella ragione. Amo il suo potenziale apostolico: con le parole puoi toccare l’anima, accendere speranza, seminare verità, far riflettere e invocare la conversione, offrendo uno spazio di profondità in un’epoca di frastuoni e distrazioni».

Nei giorni scorsi ha pubblicato un saggio, di ben 780 pagine, dal titolo “Docenti Informati“. Ce ne parla brevemente?
«È un’opera di 780 pagine. È un testo corposo, rigoroso, appena pubblicato su Amazon, e si configura come un manuale-strumento per docenti, dirigenti, genitori, operatori scolastici e chiunque voglia conoscere il mondo della scuola italiana. Affronta in profondità aspetti normativi (prevalentemente la legislazione scolastica), pedagogici (psicologia applicata all’educazione, didattica, metodologia, ecc.), identitari (ruolo del docente, missione educativa, ecc.) e indicazioni operative. È un’opera pensata per essere utile, concreta, ma anche capace di restituire dignità e profondità alla missione educativa. È quanto mai necessaria una scuola che torni a educare attraverso i saperi, a istruire con rigore, a forgiare cittadini consapevoli del proprio patrimonio culturale e identitario. Non esistono competenze senza contenuti. Prima si impara, poi si applica; prima si conosce, poi si riflette. Parlare di “comprensione del mondo” senza una solida base culturale è illusorio. La scuola riparta dai fondamentali, recuperi la profondità dei contenuti e ridia dignità alla funzione educativa del docente».
Lei ha fondato, con successo, Informazione Cattolica. Cosa sogna per il futuro del suo blog?
«Il mio sogno è che Informazione Cattolica possa continuare a essere una voce libera, cattolica, radicata nel Magistero autentico, capace di orientare e formare. In un panorama mediatico sempre più omologato, desidero che il nostro blog rimanga un faro per tanti, un luogo dove si possa ancora respirare l’amore per la verità, senza compromessi. Vorrei anche che crescesse ancora. Immagino un’espansione con una redazione animata da giovani talenti cattolici disposti a dare voce alla verità in modo libero — non asservita alle narrazioni dominanti del mainstream. Sogno di rendere il blog un riferimento per chi cerca informazione cattolica seria, senza compromessi, radicato nella dottrina ma aperto al confronto intellettuale, nello stile di un vero apostolato culturale».
Su Informazione Cattolica c’è anche qualche articolo a firma di Suor Monia Alfieri, personalità di pregio del mondo culturale e scolastico italiano, e diversi articoli dell’epistemologo italo-americano Sergio Caldarella. Cosa apprezza di Suor Alfieri e del professor Caldarella sotto il profilo intellettuale?
«Suor Monia Alfieri è una voce limpida e autorevole sul tema della libertà educativa: difende con competenza la scuola paritaria e la pedagogia cattolica, con equilibrio e profonda visione educatrice. Il prof. Sergio Caldarella è un epistemologo di respiro internazionale: unisce riflessione filosofica, teologica e scientifica con rigore e chiarezza. Apprezzo la sua capacità di trattare questioni complesse in maniera accessibile ma non banale. Il suo è un contributo essenziale al nostro blog. I suoi articoli sono sempre stimolanti, intelligenti, ricchi di riferimenti e di spunti. È una benedizione avere entrambe queste firme nel nostro blog».
Che augurio vuole fare a Papa Leone XIV?
«Gli auguro di restare saldo nella verità, forte nella fede, ardente nella carità. Gli auguro di non temere i lupi, ma di pascere il gregge con il bastone del Buon Pastore. Che sia un pontefice secondo il Cuore di Cristo, un riformatore nella tradizione e senza compromessi, un padre per i piccoli, un baluardo contro l’errore. Che lo Spirito Santo lo accompagni ogni giorno, e che la Madonna Santissima lo custodisca sotto il Suo manto immacolato. È necessaria una guida pastorale che unisca forza e dolcezza, autorità e servizio, fondamento dogmatico e spirito evangelico. Mi auguro che possa pascere il gregge con mano salda, senza arrendersi alle mode, alle omogeneizzazioni o ai silenzi tattici».
