«Le parole si giudicano dalla credibilità e dalla serietà di chi le pronuncia». Monsignor Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia e Presidente della Conferenza Episcopale Umbra, interviene con fermezza in merito alle recenti aggressioni verbali del Presidente degli Stati Uniti verso il Pontefice Leone XIV. In questa intervista l’alto prelato analizza il rapporto tra potere politico e autorità morale.
Eccellenza Boccardo, il Presidente Trump, in una recente intervista, è tornato a criticare pesantemente il Papa, sostenendo che non agisca per il bene dei cattolici…
«Il Pontefice sta portando avanti la sua missione con estrema chiarezza e coerenza, invocando incessantemente la pace. Mentre i politici spesso misurano i propri interventi in base al gradimento elettorale e alla popolarità, il Papa agisce esclusivamente in base al Vangelo. Direi che il Santo Padre è un eccellente interprete della Parola di Dio; non ha bisogno del consenso di nessuno, men che meno di chi detiene il potere temporale.»
E come spiega le espressioni, a dir poco irrituali, utilizzate da Trump?
«Educazione e buonsenso dovrebbero ispirare chiunque, a maggior ragione i leader mondiali, ma purtroppo non sempre accade. È lecito dissentire dalle idee o dalle posizioni del Papa, ma lo si deve fare con rispetto e modi garbati, evitando attacchi scorretti. A mio avviso, comunque, queste affermazioni lasciano il tempo che trovano.»
Non sono però parole pronunciate da un cittadino qualunque…
«Le parole vanno sempre valutate in base alla credibilità e alla serietà di chi le pronuncia. Non mi pare che Trump, ultimamente, goda di particolare autorevolezza in tal senso. Basta guardare al suo operato e alle vittime delle guerre che propone o promuove in vari contesti; sono pesi che gravano sulla coscienza.»
E il Papa, in tutto questo?
«Il Papa, come dicevo, prosegue la sua missione e annuncia il Vangelo senza farsi condizionare da nessuno, né da Trump né da altri soggetti. Il Papa non è un attore politico, ma la guida di milioni di credenti e un’indiscussa autorità morale. Per questo gli attacchi della Casa Bianca appaiono solo come un tentativo scomposto di condizionare una Chiesa che, storicamente, non si lascia intimidire.»
Cosa intende precisamente?
«Il Vangelo ci insegna che non dobbiamo cercare il favore del mondo. Anzi, come cristiani coerenti, sappiamo che non saremo sempre apprezzati e che incontreremo resistenze e opposizioni. È del tutto normale, ed è esattamente ciò che sta accadendo oggi.»
Pensa che il Papa e la Chiesa possano ancora svolgere un ruolo di mediazione efficace?
«Il Magistero consolidato della Chiesa è orientato alla pace e alla difesa degli ultimi e degli indifesi. La Chiesa tutela la dignità umana e deve farlo con la massima coerenza. Il nostro compito primario è annunciare liberamente il Vangelo. Certamente la Chiesa può svolgere un ruolo di primo piano nel raggiungimento della pace, ma occorre che vi sia la volontà delle parti. Del resto, il Papa si batte da sempre per la fine dei conflitti, non solo nel Golfo, ma in ogni scenario di crisi, dall’Ucraina al Sudan. Non è una “questione americana”, è una questione di difesa dei valori universali.»
Bruno Volpe
