“La venuta del Salvatore ha cambiato la storia, ma se guardiamo ai nostri tempi e alla realtà, inclusa quella di tanti credenti, i dubbi sorgono. Intendo dire che esiste una tendenza ormai radicata a mettere il protagonista al secondo posto e al primo le tradizioni, il contorno, le feste. Non è che sia male, per carità. Ma bisogna dare alle cose il giusto peso e valore e allora il primo grande evento è la nascita di chi è morto per noi, di chi ha dato la vita per noi. Poi vengono le cene, i ristoranti, i regali e si vada a messa alla notte di Natale se davvero vogliamo passarlo da cattolici”.
Lo dice in questa intervista Monsignor Luigi Mansi, vescovo di Andria.
“E’ una tristezza vedere le chiese semivuote. Troviamo il tempo per le feste di laurea, per i cinema, per le partite a carte e non per la messa. Inoltre, fare un regalo ai parenti e agli amici è bello, ma ci sia sobrietà. E ricordiamoci che non bisogna trasformare il tempo liturgico del Natale in un mero evento consumistico. Il vero Natale è viverlo nei sacramenti, nella liturgia, e soprattutto coscienti di quello che accadde nella storia, del vero regalo che è Cristo Salvatore. Per questo un modo corretto di celebrarlo, assieme alla liturgia e alla preghiera, è fare opere di carità, evitare calunnie e maldicenze, astenersi da giudizi corrosivi, non parlare in modo indecente, vivere in modo decoroso la sessualità, apparrezzare il lavoro, comportarsi bene in famiglia, non essere aggressivi nei giudizi e nei modi di parlare. Spesso tendiamo a giudicare, a condannare, ad essere severi col prossimo ignorando i nostri difetti. Un vero credente sceglie la linea dell’et et, è gioioso, e soprattutto non punta il dito contro nessuno perchè con la seveità con cui giudichiamo, saremo giudicati. La nostra fede non ama il peccato, ma evita assolutamente condotte moralistiche che non ci appartengono”.
In questo tempo si eseguono anche nelle parrocchie concerti gospel. Un credente cattolico può andarci?
“Il gospel è un genere musicale di tipo religioso biblico, che affonda la sua radice nel Vangelo e nei racconti della storia sacra, anzi in un certo senso fanno cultura religiosa. Indubbiamente non vanno eseguiti durante le messe vista la loro origine evangelica. Ma anzi è positivo confrontarsi con altre culture, essendo nati in altro continente, facendo attenzione ai testi e avendo la dovuta prudenza. Ma a mio parere un cattolico può serenamente assistere ad un concerto gospel che, lo ripeto, fa cultura biblica e ci aiuta, tutto quello che parla di Dio, in senso buono, va accettatro senza pregiudizi, ma discernimento. Non sono canti eretici, per intenderci, tanto che sono ammessi nelle parrocchie”.
Bruno Volpe
