Monsignor Franco Moscone, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo, ha lanciato un durissimo attacco ai piromani.
“Sembra che non ci sia pace sul fronte incendi … roghi spaventosi. L’origine degli incendi è certamente dolosa … Certamente il vento e l’erba inaridita per la calura e per la mancanza di piogge hanno alimentato i focolai dell’incendio, ma va denunciato con chiarezza che i roghi sono stati provocati da mani fomentatrici di odio verso il Creato e verso la popolazione: si tratta di gesti criminali, motivati da una pura logica criminale”.
Riferendosi al territorio della sua Diocesi l’arcivescovo ha aggiunto:
“Siamo di fronte ad una situazione che non ci saremmo mai aspettata: il nostro territorio è in mano ad una criminalità organizzata che si sente libera di fare tutto ciò che vuole e si sente forte e potente da poter organizzare qualsiasi gesto sconsiderato come quelli vissuti in questa settimana. Sono mani criminali, sono cuori e menti guidate da logiche mafiose, quelle che hanno fatto scoppiare incendi in diverse parti del territorio garganico, riuscendoci alla grande”.
Scrive il Papa Leone XIV nel Messaggio per la prossima Giornata del Creato del 1° settembre 2025 che “è ormai evidente che la nostra terra sta cadendo in rovina. Ovunque l’ingiustizia, la violazione del diritto internazionale e dei diritti dei popoli, le diseguaglianze e l’avidità da cui scaturiscono, producono deforestazione, inquinamento, perdita di biodiversità… e la natura stessa talvolta diventa strumento di scambio, un bene da negoziare per ottenere vantaggi economici o politici. In queste dinamiche, il Creato viene trasformato in un campo di battaglia per il controllo delle risorse vitali, come testimoniano le zone agricole e le foreste divenute pericolose a causa delle mine, la politica della “terra bruciata” … La giustizia ambientale non può più essere considerata un concetto astratto o un obiettivo lontano. Essa rappresenta una necessità urgente, che va oltre la semplice tutela dell’ambiente. Si tratta, in realtà, di una questione di giustizia sociale, economica e antropologica. Per i credenti, in più, è un’esigenza teologica, che per i cristiani ha il volto di Gesù Cristo, nel quale tutto è stato creato e redento … e la cura del creato diventa una questione di fede e di umanità”.
Monsignor Moscone si è dichiarato “a fianco delle vittime dell’ingiustizia ambientale e climatica” e ha auspicato che si ponga fine “alla insensata guerra al Creato”. È ormai questo il tempo di far seguire alle parole i fatti per “vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio che è parte essenziale di un’esistenza virtuosa e non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell’esperienza cristiana” (Laudato Si’ n. 217).
Urge, più che mai “trasformare i nostri cuori, i nostri stili di vita e le politiche pubbliche che governano le nostre società”; invito tutti ad alzare la voce ed assumere atteggiamenti rispettosi del Creato “per fermare questa ingiustizia verso i nostri figli, che subiranno gli impatti peggiori del cambiamento climatico” (Laudato Si’, ivi). È necessario, da parte di ognuno di noi, un sussulto autentico di rinascita del senso civico e della responsabilità civile!
“Continuo a invitare fraternamente tutti ad essere sempre pronti nella difesa del Creato, pensando e avendo comportamenti improntati alla logica del bene comune e alla custodia del patrimonio naturale consegnatoci dal Creatore per custodirlo e salvaguardarlo” (Gn 2, 15).
“Condivido la denuncia dei gravi misfatti operati da menti e mani di criminali che distruggono la nostra bella terra, mettono a repentaglio persone, abitazioni e attività produttive, oltre che danneggiare l’economia”.
