Un lungo corteo colorato, partito da piazza della Repubblica e arrivato fino a piazza San Giovanni in Laterano, ha attraversato lo scorso sabato 13 giugno il cuore di Roma. Erano in 20.000, secondo le stime degli organizzatori, a prendere parte alla Manifestazione Nazionale “Scegliamo la Vita”, un appuntamento che quest’anno ha lanciato un messaggio forte e trasversale alla politica e alla società civile: tutelare la vita umana dal concepimento alla morte naturale.
Il focus della mobilitazione si è concentrato principalmente su due fronti caldi del dibattito pubblico: l’inizio e il fine vita. I portavoce della manifestazione, Massimo Gandolfini e Maria Rachele Ruiu, hanno espresso dal palco una netta contrarietà a qualsiasi apertura legislativa sul suicidio assistito, definendo una legge sul fine vita come disumana. Gandolfini ha sottolineato come sia una falsità che una norma in tal senso sarebbe a costo zero, ribadendo che i fondi pubblici disponibili devono essere necessariamente investiti nelle cure palliative, applicando pienamente la Legge 38/2010 sulla Medicina Palliativa, indicata dalla piazza come il vero antidoto alle richieste di fine vita.
Sul fronte della natalità, il manifesto politico della piazza ha raggruppato diverse richieste precise rivolte al mondo della politica, della cultura e della comunicazione. Tra i punti principali emersi dal palco vi sono l’istituzione di un Fondo nazionale destinato a garantire il diritto di non abortire, l’abrogazione della Circolare “Speranza” che ha liberalizzato l’aborto farmacologico tramite RU486 in ambulatorio, il divieto delle pillole del giorno dopo e dei cinque giorni dopo, e lo stop alle tecniche di manipolazione e congelamento degli embrioni. Contestualmente, gli organizzatori hanno chiesto misure politiche per bloccare le transizioni ormonali e chirurgiche dei minori.
La manifestazione ha visto una nutrita partecipazione di esponenti delle istituzioni e della politica, in particolare del centrodestra, tra cui la deputata Maddalena Morgante, l’eurodeputato Paolo Inselvini, l’assessore della Regione Lazio Simona Baldassarre, la consigliera regionale Chiara Iannarelli e l’ex senatore Simone Pillon. Significativo il messaggio scritto inviato dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che ha ricordato la necessità di rafforzare gli strumenti di sostegno alla maternità attraverso l’occupazione stabile, la flessibilità organizzativa e la valorizzazione del ruolo genitoriale, opponendosi alla logica della selezione e della marginalità. Anche il mondo ecclesiale ha fatto sentire la sua voce attraverso i messaggi di monsignor Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, e l’intervento sul palco del vescovo di Ventimiglia-San Remo, monsignor Antonio Suetta.
La giornata è stata scandita anche da momenti di testimonianza e di musica. Tra le parole più condivise c’è stato il messaggio del tenore Andrea Bocelli, il quale ha ricordato la scelta di sua madre, a cui i medici sconsigliarono di portare avanti la gravidanza ma che scelse di fidarsi della vita. Insieme a lui hanno portato la loro testimonianza anche lo scrittore e attivista con disabilità Emmanuel Cosmin Stoica e i genitori di Arturo Mariani. A chiudere l’evento, che ora passa la palla alle aule del Parlamento per il futuro delle politiche demografiche e sanitarie, è stato il concerto dei The Sun insieme ad Angelo Maugeri.
