LETTERA DI UN LETTORE EBREO
Ancora una volta, il mare Mediterraneo diventa teatro di una campagna propagandistica mascherata da missione umanitaria.
La cosiddetta Flotilla per Gaza procede verso le coste israeliane con il dichiarato intento di “rompere l’assedio” e portare sostegno alla popolazione di Gaza. Ma dietro le bandiere di pace e solidarietà si celano, come già avvenuto in passato, interessi ben più sinistri e legami diretti con Hamas, organizzazione terroristica responsabile di massacri, rapimenti e di una guerra che continua a minacciare la sicurezza dei nostri cittadini.
Le Forze di Difesa Israeliane hanno raccolto prove chiare: lettere ufficiali, documenti sequestrati a Gaza e testimonianze dirette confermano che Hamas non solo appoggia queste iniziative, ma ne finanzia una parte in modo occulto.
Non si tratta quindi di spontanee missioni di civili “coraggiosi”, bensì di operazioni pilotate da chi usa il linguaggio dell’umanitarismo come copertura per rafforzare la propria rete internazionale e tentare di minare la legittima autodifesa di Israele.
È fondamentale ricordare che il passaggio di beni a Gaza non è bloccato in sé: ogni giorno camion di aiuti transitano attraverso i valichi autorizzati, sotto stretto controllo per impedire che materiali bellici entrino nelle mani dei terroristi. Israele non ostacola gli aiuti umanitari, ma non può permettere che il mare diventi un corridoio senza regole per il contrabbando di armi.
Gli attivisti della Flotilla scelgono consapevolmente di rifiutare i canali legali già predisposti per l’invio di medicinali, cibo e beni di prima necessità. Perché? Perché lo scopo non è alleviare le sofferenze dei civili, ma creare un incidente politico e mediatico che possa incrinare l’immagine internazionale di Israele. È una strategia che abbiamo visto più volte: provocare l’intervento della Marina israeliana, trasformare l’episodio in uno scontro simbolico e alimentare la narrativa della “resistenza”.
Israele continuerà a garantire la propria sicurezza marittima, con fermezza ma anche con responsabilità. L’accerchiamento temporaneo della barca di testa dimostra che le nostre operazioni non mirano a un’escalation, bensì a monitorare, contenere e prevenire il rischio che dietro bandiere civili si nascondano uomini e mezzi legati al terrorismo.
L’Europa e la comunità internazionale dovrebbero guardare oltre la retorica delle ONG coinvolte e chiedersi chi trae davvero vantaggio da queste missioni: i civili di Gaza o la leadership di Hamas? Israele non si farà ingannare. Difendere i propri confini, i propri cittadini e la verità è un dovere che non conosce cedimenti.
Documenti ufficiali di Hamas rinvenuti nella Striscia di Gaza, resi pubblici recentemente, dimostrano il coinvolgimento diretto di Hamas nel finanziamento e nell’esecuzione della flottiglia “Sumud” diretta a Gaza
I documenti di Hamas mostrano un legame diretto tra i leader della flottiglia e l’organizzazione terroristica di Hamas.
Mentre Hamas nella Striscia di Gaza è responsabile di ciò che accade all’interno della Striscia, Hamas all’Estero è responsabile delle attività al di fuori della Striscia di Gaza, con particolare attenzione all’organizzazione PCPA, che è subordinata ad Hamas e funge da ala del movimento.
La PCPA (Conferenza Palestinese per i Palestinesi all’Estero) è stata istituita nel 2018 e funge da organo di rappresentanza di Hamas all’estero, operando di fatto come ambasciate di Hamas. L’organizzazione opera sotto copertura civile ed è responsabile, per conto di Hamas, della mobilitazione contro Israele, tra cui manifestazioni violente, marce contro Israele e flottiglie dimostrative e provocatorie.
Il primo documento ufficiale di Hamas è stato trovato nella Striscia di Gaza: una lettera del 2021 firmata dal capo dell’Ufficio Politico di Hamas, Ismail Haniyeh, che invita direttamente ed esplicitamente il presidente del PCPA all’unità. Nella lettera, Haniyeh sostiene pubblicamente l’organizzazione del PCPA. Va notato che Israele ha designato il PCPA come organizzazione terroristica nel 2021 in quanto ala di Hamas.
Il secondo documento ufficiale di Hamas è un elenco di agenti del PCPA, alcuni dei quali sono noti agenti di Hamas di alto rango. Tra i nomi dell’elenco figurano Zaher Birawi, capo del settore Hamas del PCPA nel Regno Unito e noto per aver guidato le flottiglie dimostrative nella Striscia di Gaza negli ultimi 15 anni (numero 19 nel documento), e Saif Abu Kashk (numero 25 nel documento), un agente dell’organizzazione in Spagna. Questo documento è stato trovato in un avamposto di Hamas nella Striscia di Gaza e dimostra ancora una volta il legame diretto tra i leader della flottiglia e Hamas.
Oltre a essere un agente del PCPA affiliato ad Hamas, Abu Kashk è l’amministratore delegato di Cyber Neptune, una società di facciata in Spagna proprietaria di decine di navi che partecipano alla flottiglia “Sumud”. Pertanto, queste navi sono segretamente di proprietà di Hamas.

Il genocidio a Gaza è un crimine vergognoso che va fermato. I primi a vergognarsi dovrebbero essere gli ebrei.
Quindi secondo lei Greta trasporta armi ad Hamas?
Mi pare poi ovvio che hamas sistema la flotilla, visto che dà visibilità alla procecuzione della Nakba.