Ogni suicidio è, sempre, una immane tragedia, una sconfitta per la società. Non esiste oggi sofferenza che non possa essere lenita dalle cure palliative né vita che non possa essere accompagnata alla morte naturale con dignità senza ricorrere all’uccisione del paziente.
È grave e triste il fatto che in queste ore la narrazione mediatica sul suicidio assistito di Martina Oppelli, in Svizzera, venga strumentalizzata per fomentare la falsa necessità di una legge che crei procedure statali per il suicidio assistito.
L’ASL coinvolta ha fatto il suo dovere e, in linea con i requisiti, comunque disumani, fissati dalla Corte Costituzionale, si è giustamente rifiutata di assecondare le intenzioni suicidarie della paziente, la cui sopravvivenza non dipendeva da trattamenti di sostegno vitale.
Chiediamo alla maggioranza di centrodestra di non cedere alla pressione di queste vergognose campagne di marketing organizzate da associazioni senza scrupoli sulla pelle di persone fragili e sofferenti, e di rispondere a questo bombardamento ideologico con politiche sanitarie e sociali che rimettano al centro la persona fragile, le sue esigenze, i suoi diritti, garantendo accesso reale alle cure palliative, al sostegno medico e psicologico e all’assistenza di cui oggi centinaia di malati e disabili italiani sono ancora privati.
Così Antonio Brandi (nella foto), presidente di Pro Vita & Famiglia onlus, commenta la notizia del suicidio medicalmente assistito di Martina Oppelli, avvenuto il 31 luglio 2025, in una clinica in Svizzera.
