Nei giorni scorsi Cristiana Perrella, direttrice artistica del MACRO (Museo d’Arte Contemporanea di Roma), è stata nominata presidente della Pontificia Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi del Pantheon.
Il problema è che la Perrella ha curato mostre LGBT e sessualmente esplicite.
Cristiana Perrella (Roma, 1965) è storica dell’arte e curatrice di mostre d’arte contemporanea. Ha diretto istituzioni come il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato (2018-2021), dove ha curato mostre che hanno legato l’arte a temi sociali attuali.
Dal 2025 dirige il MACRO, dove programma stagioni artistiche che integrano arti visive, musica e progetti comunitari, evidenziando il ruolo sociale dell’arte. Tra i suoi progetti più importanti come curatrice c’è la mostra con l’artista Yan Pei-Ming per il Giubileo 2025, incentrata sui temi dell’emarginazione e dell’inclusione sociale.
Perrella è membro della Pontificia Accademia dal 2022, nominata da Papa Francesco, e nel 2024 è stata nominata curatrice delle mostre d’arte contemporanea per lo spazio Conciliazione 5 dal Dicastero per la Cultura e l’Istruzione del Vaticano.
Allo stesso tempo, è chiaro che Perrella ha curato alcune mostre d’arte contemporanea davvero scandalose.
Tra queste:
«Night Fever: Designing Club Culture 1960–Today» (2019): una mostra che esplora la cultura dei locali notturni come spazi di liberazione sessuale e di autoespressione, evidenziandone la rilevanza per la comunità LGBT+.
“Nudi” con Ren Hang (2020): questa mostra comprendeva 90 fotografie con contenuti espliciti, come immagini di organi sessuali, pose omoerotiche e riferimenti a pratiche sadomasochiste, generando critiche per la sua natura controversa.
“Cult Fiction” (2021): Questa mostra si è concentrata sui manifesti di film pornografici, affrontando come tema centrale la liberazione sessuale, percepita da alcuni come promotrice di valori contrari alla morale cattolica.
In Vaticano non ne sapevano niente?
Angelica La Rosa
