La mattina del 30 dicembre 2025 Modena si è risvegliata sotto choc per una violenza improvvisa e inspiegabile che ha colpito il cuore della città e una delle sue figure religiose più conosciute, don Rodrigo Gaviria Grajales, sacerdote colombiano di 45 anni, vice parroco della chiesa di San Giovanni Evangelista e cappellano della comunità cattolica latinoamericana nelle diocesi di Modena-Nonantola e Carpi, accoltellato alla gola in pieno centro storico mentre stava svolgendo semplici commissioni quotidiane in vista di un imminente viaggio missionario.
L’aggressione è avvenuta poco prima delle 10.30 tra via Ganaceto e via Castelmaraldo, una zona tutt’altro che periferica, frequentata da residenti, lavoratori e turisti, dove il sacerdote era solito muoversi a piedi.
Secondo il suo stesso racconto, reso dal letto d’ospedale, l’attacco è arrivato alle spalle, improvviso, prima come un colpo secco alla schiena e poi con un fendente alla gola che ha lesionato un’arteria del collo, facendolo accasciare a terra in una pozza di sangue mentre chiedeva aiuto.
Provvidenziale è stato l’intervento dei passanti, in particolare di una parrocchiana che lo ha riconosciuto e di un aiuto cuoco della vicina trattoria Ermes, che con sangue freddo ha tamponato la ferita con guanti e garze in attesa dell’arrivo del 118, evitando che l’uomo morisse dissanguato.
Trasportato d’urgenza all’ospedale di Baggiovara, don Rodrigo è stato sottoposto a un delicato intervento di chirurgia vascolare, riuscito perfettamente, e ora è ricoverato in prognosi riservata ma fuori pericolo di vita, avviato a una lunga convalescenza che ha inevitabilmente cancellato la partenza prevista per la Colombia.
Le indagini, affidate ai Carabinieri, procedono con l’ipotesi di tentato omicidio: si cerca un giovane che si sarebbe dato alla fuga subito dopo l’aggressione e non si esclude che alcune telecamere della zona possano aver ripreso almeno una parte della scena, anche se in un primo momento era emersa la mancanza di sistemi di videosorveglianza immediatamente puntati sul luogo esatto dell’accoltellamento.
Il movente resta avvolto nel mistero, elemento che rende l’episodio ancora più inquietante: non si è trattato di una rapina, nulla è stato sottratto al sacerdote, e non risultano al momento minacce o segnali premonitori.
Gli investigatori stanno valutando tutte le piste, dall’atto di un balordo al gesto mirato alla possibilità di una vendetta personale, da specifici contesti ideologici ad un attacco islamista visto che lo sgozzamento è una pratica violenta usata nell’Islam.
Intanto la città reagisce con sgomento e solidarietà, a partire dal sindaco Massimo Mezzetti che ha parlato di un fatto gravissimo avvenuto in pieno giorno, chiedendo piena luce sull’accaduto e definendo don Rodrigo un riferimento umano e spirituale non solo per i fedeli sudamericani ma per l’intera comunità modenese, mentre nelle parrocchie, soprattutto tra Sacca e Crocetta dove il sacerdote opera da anni al servizio degli ultimi e degli emarginati, si moltiplicano messaggi, preghiere e testimonianze di affetto.
La comunità colombiana è sotto choc: chi lo conosce lo descrive come un uomo mite, sempre disponibile, capace di seguire famiglie, giovani e anziani senza distinzione di origine, e proprio questa immagine rende ancora più difficile comprendere il senso di una violenza così brutale, consumata in pochi istanti e per ragioni che restano oscure.
L’episodio riapre inevitabilmente il dibattito sulla sicurezza nei centri storici, sulla vulnerabilità delle persone che svolgono un servizio pubblico o religioso, sul pericolo islamico in Italia, sulla necessità di risposte rapide e chiare da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine, ma soprattutto lascia una ferita simbolica in una città che si è vista colpire non solo un uomo, ma un segno di dedizione e di prossimità quotidiana, salvato per pochi millimetri e per il coraggio di chi, senza esitare, ha trasformato un momento di orrore in una corsa collettiva alla vita.

Non ci sono parole. Chiunque abbia perpretato questo gesto omicida è una sfida: perché tanta insane violenza? Contro un sacerdote: non è un caso. Certamente saranno già in moto le giuste ricerche. Ma noi cristiani ancora nella Luce divina del Natale mettiamoci subito in ginocchio e supplichiamo la Misericordia del Padre che ci ha donato il Figlio! Lo Spirito santo consoli le comunità e sostenga don Rodrigo e gli foza tutta sacerdotale. Auguri prego per voi e per l’assassino. Una Domenicana
Siamo invasi dall Islam voluto dalla UE…..CHE DIO CI SALVI