«Il sindaco di Cremona Andrea Virgilio ha fatto rimuovere l’innocuo manifesto pro life su segnalazione dell’attivista abortista Federica Di Martino, nota per gestire il profilo Instagram “ivgstobenissimo”, dove si fa chiamare “Nostra Signora degli Aborti”. A rivendicarlo è infatti stata la stessa Di Martino sui suoi social e, se questo sarà confermato, si tratterà di un atto gravissimo da parte del sindaco, che si sarebbe quindi fatto imbeccare dall’ideologia di una singola cittadina per ledere la libertà d’espressione di chi semplicemente la pensa in modo diverso».
Così, in una nota, l’associazione Pro Vita & Famiglia.
«Non si tratterrebbe quindi più di una generica “segnalazione esterna”, come sostenuto finora dal Comune, ma del piegarsi al diktat di una militante politica dichiaratamente e ferocemente pro-aborto. Il tutto, lo ribadiamo, per cancellare con un colpo di spugna un manifesto assolutamente innocuo e informativo che stava lì da sei anni, che aveva il solo ed esclusivo scopo di informare le donne sugli aiuti disponibili in caso di gravidanze difficili attraverso il numero verde SOS Vita e che infatti non recava alcun contenuto offensivo né lesivo. Eppure, è bastata la pressione di una singola attivista ideologizzata perché un’amministrazione pubblica, guidata dal Partito Democratico, cedesse, tra l’altro senza alcuna base normativa solida, come hanno già denunciato gli stessi capigruppo di opposizione che hanno chiesto e ottenuto la convocazione della Commissione di Vigilanza che si riunirà nei prossimi giorni».
«Questa – conclude l’associazione – sarebbe l’amara conferma di quanto denunciamo da tempo, anche con la Campagna “E io Parlo!”: non è la neutralità delle istituzioni a guidare certe scelte, ma il servilismo verso le lobby abortiste o, in altri casi, Lgbt. Ora chiediamo esplicitamente al sindaco Virgilio di chiarire pubblicamente il proprio operato in Commissione di Vigilanza e ribadiamo che continueremo a batterci, anche per vie legali, affinché il diritto di informare le donne sulla tutela della vita non venga più calpestato da logiche di parte».
