È gravissimo che l’Azienda sanitaria dell’area metropolitana di Venezia abbia deliberato una procedura dettagliata per come accedere e “usufruire” del suicidio medicalmente assistito nonostante il 16 gennaio 2024 il Consiglio regionale del Veneto abbia bocciato la proposta di legge dei radicali.
Ancora più grave è che il documento coinvolga il personale sanitario dipendente dalla Regione a occuparsi delle «modalità di esecuzione», cioè ad aiutare una persona a suicidarsi.
La Regione Veneto ha il dovere di bloccare questa assurda decisione nel rispetto dell’indirizzo politico dato col voto del 2024, espressione della volontà popolare dei cittadini veneti.
Così, in una nota, Antonio Brandi (nella foto), presidente di Pro Vita & Famiglia onlus, commenta la delibera dell’Azienda sanitaria dell’area metropolitana veneziana, dal titolo “Istruzione operativa per la gestione delle richieste di suicidio medicalmente assistito” con la quale la Ulss3 Serenissima di Venezia ha deciso di «dare indicazioni relativamente alla gestione delle richieste di suicidio medicalmente assistito dal momento del ricevimento della stessa all’espressione dei pareri necessari fino all’eventuale accoglimento».
