Ieri il Tour de France ha vissuto una giornata chiave con la quinta tappa, una cronometro individuale di 33 chilometri con partenza e arrivo a Caen, nella regione della Normandia, su un percorso completamente piatto ma reso insidioso da leggere ondulazioni e dal vento costante che ha accompagnato i corridori per tutta la giornata.
A imporsi con autorità è stato il belga Remco Evenepoel della Soudal Quick-Step, campione del mondo e olimpico in carica della specialità, che ha dominato la prova contro il tempo fermando il cronometro a 36 minuti e 42 secondi, con una media monstre superiore ai 54 km/h, confermando ancora una volta le sue straordinarie doti da cronoman.
Seconda piazza per uno straordinario Tadej Pogačar (UAE Team Emirates‑XRG), che ha accusato un distacco di soli 16 secondi ma è riuscito comunque a conquistare la maglia gialla grazie a una prestazione che ha lasciato tutti a bocca aperta, frutto di potenza, regolarità e perfetta gestione dello sforzo.
Il fuoriclasse sloveno ha così scavalcato tutti in classifica generale e ha anche indossato la maglia verde della classifica a punti, segno di un dominio totale che non si limita solo alla classifica finale.
Terzo gradino del podio per Edoardo Affini (Visma-Lease a Bike), che ha confermato il suo talento nel contro il tempo chiudendo a 33 secondi da Evenepoel, primo italiano nella tappa e tra i migliori interpreti assoluti della giornata.
Grande delusione invece per Jonas Vingegaard, anch’egli in forza alla Visma-Lease a Bike, che ha tagliato il traguardo con un ritardo pesantissimo di 1 minuto e 21 secondi dal vincitore, una débâcle inattesa per il danese, reduce dal terribile infortunio al Giro dei Paesi Baschi, e che ora si trova a rincorrere in classifica generale.
Le sue difficoltà sono apparse evidenti già dai primi intermedi e non è mai riuscito a trovare il ritmo, chiudendo lontano dai primi e lasciando sul campo secondi preziosi che potrebbero pesare come un macigno sulle sue ambizioni di vittoria finale.
In classifica generale ora guida Tadej Pogačar con 42 secondi di vantaggio su Evenepoel, 59 su Kévin Vauquelin (Arkéa–B\&B Hotels) e 1 minuto e 13 su Vingegaard, mentre più staccati appaiono gli altri uomini di classifica come Carlos Rodríguez, Primož Roglič e Simon Yates, tutti oggi penalizzati da una condizione cronometro non all’altezza dei migliori.
La tappa odierna, pur priva di salite, ha dunque ridisegnato la geografia della corsa, creando distacchi significativi e delineando un primo bilancio netto: Pogačar è in forma smagliante, Evenepoel è pronto a lottare fino in fondo e Vingegaard, seppur ancora lontano dalla forma ideale, non ha alcuna intenzione di arrendersi.
Oggi si torna a salire con la sesta tappa da Bayeux a Vire Normandie, lunga 201 chilometri con oltre 3500 metri di dislivello, un tracciato mosso e selettivo che rappresenta il primo vero banco di prova in salita per gli uomini di classifica.
Le colline normanne potrebbero riservare nuove sorprese e sarà interessante capire chi avrà recuperato meglio da questa dura cronometro e chi riuscirà a muovere la corsa in ottica classifica generale.
Quel che è certo è che il Tour ha preso finalmente il via sul serio e che da ieri la battaglia per la maglia gialla è definitivamente cominciata.
