Il professore Francesco Bellanti, collaboratore dei nostri giornali Informazione Cattolica e InfoBreak, e di riviste culturali regionali e nazionali, internazionali (La Voce di Parigi), prolifico, singolare e talentuoso scrittore, poeta e saggista, docente di italiano e latino in pensione di Palma di Montechiaro (Agrigento), autore di ben sedici libri con questo, con il romanzo storico “I GUISCARDO DI SICILIA”, ha vinto PREMIO INTERNAZIONALE DI ARTE LETTERARIA PABLO NERUDA TRA L’OMBRA E L’ANIMA, PRIMO PREMIO ASSOLUTO PER LA NARRATIVA EDITA.
Il professore Bellanti, che, purtroppo, all’ultimo momento, per impegni familiari improvvisi e urgentissimi, non ha potuto ritirare personalmente il Premio, cosa mai accaduta nella sua vita, ha ringraziato con forte commozione la prestigiosa giuria con una lettera che è stata letta dalla sua amica carissima Adriana Vannetti, che ha ritirato il Premio in sua vece.

La premiazione, avvenuta il 14 febbraio alle 14.30 alla Camera di commercio, ha visto ospiti giunti da tutto il mondo. Erano presenti il Presidente della Provincia, Roberto Valettini, l’assessore alla Cultura del Comune di Carrara, Gea Dazzi, la consigliera Brunella Vatteroni, il vicepresidente del consiglio di Massa, Daniele Tarantino, la consigliera provinciale Maria Grazia Tortoriello. “Un successo straordinario – ha dichiarato la fondatrice e presidente del premio Marina Pratici – ben oltre ogni aspettativa. Sarà un onore premiare eccellenze della letteratura nazionale e internazionale. Esprimo la mia più sentita gratitudine al magnifico comitato organizzatore”.
Una squadra numerosa, vantante ben quattro candidati al Premio Nobel, presieduta da Giacomo Bugliani e composta dai presidenti onorari Giuseppe Benelli, Francesco D’Episcopo, Hafez Haidar e Rodolfo Vettorello, dai presidenti internazionali Patrice Avellà, Joan Josep Barcelo e Dinos S. Koubatis e dai membri Stefano Carloni, Claudia Casadei, Lorenzo Masi, Mauro Montacchiesi, Matteo Nerbi, Annella Prisco e Giovanni Ronzoni. La cerimonia è stata condotta da Gaia Greco, responsabile della segreteria, e da Marco Profili, coadiuvati dai direttori artistici Elisabetta Agresti, Emanuela Cordiviola e Filippo Papa e dalle responsabili logistica Alessandra Casciari e Silvia Prota.
La premiazione è stata accompagnata da una mostra a cura dell’Associazione Artemisia e dal riconoscimento in memoria dell’insegnante lunigianese Laura Lazzerini e del poeta romano Gabriele Galloni. Domenica 15 febbraio per la gioia dei tanti scrittori giunti da tutta Italia, si è tenuta la visita guidata del centro storico di Carrara con il professore Davide Lambruschi e gli studenti del Corso Turistico Einaudi dell’IIS Barsanti.
Con questo sono una dozzina i premi prestigiosi vinti dal nostro collaboratore, che ha al suo attivo ben sedici libri tra romanzi, saggi storici e raccolte poetiche. “I Guiscardo di Sicilia”, che l’autore definisce “una favola siciliana”, è la storia di una famiglia di carbonari siciliani dal 1800 a oggi. Una famiglia che non crede nella storia, nelle leggi, nella società, nel progresso, soprattutto quello tecnico, e che vuole fondare un villaggio lontano dalla cosiddetta civiltà e dalla storia fatta di guerre. È la storia di una famiglia che, delusa da Garibaldi prima in Sudamerica e poi in Italia, compra la fattoria di un barone filoborbonico, Mastraca, e fonda un villaggio nel centro della Sicilia, lontano dalla cosiddetta civiltà e dalle guerre.

Il villaggio diventa subito un mondo felice popolato da personaggi straordinari che hanno poteri magici: Francesco Guiscardo il gaucho dell’Uruguay che diventa re, sua moglie Conchita la sonnambula conquistadora, che addormentava le persone, la madre Rosita Mandalà Del Otro Mundo, la pasionaria che volle le teste dei re, Binidittu il puro il Vento del Sud, sua moglie Pinella la libellula che raccoglieva farfalle, u zi Francisco veggente che aveva le visioni dei Santi e faceva trovare le cose perdute, gli zingari Benedicto Clodoveo Guerrero Caballero De Los Recuerdos y del Olvido, l’inventore del ricordo e dell’oblio, Eriberto Ernesto Cabrera Vega che sapeva levitare e spostare oggetti con la mente, Florinda Miranda De Mil Flores, la donna che guariva il mondo con le rose e faceva recuperare la verginità perduta con le erbe, Hernando Redondo Camacho De Sueños, che conosceva l’elisir dei sogni con cui poteva trasformarsi in puro sogno ed entrare nei sogni degli altri, Palomo che tutto seppe, in possesso del libro segreto del mondo che contiene la storia e il segreto della felicità, lo spirito della baronessa Margherita che tormentava gli abitanti.
Innumerevoli fenomeni prodigiosi si dipanano nel tempo favoloso di Mastraca, straordinarie congiunzioni astrali e incredibili calamità, e tanti personaggi singolari e maghi ed eremiti che parlano con gli animali, fantasmi e vampiri, frati mistici dai poteri straordinari, cacciatori di bufali venuti dall’America, eroi, generali e comandanti venuti dal Sudamerica, e tante altre avventure, che vengono a contatto con la storia – la ferrovia e le invenzioni, le rivoluzioni e le guerre, i Fasci siciliani, attentati dei Guiscardo a Garibaldi, ai Re d’Italia e a Mussolini, il fascismo, lo sbarco degli Angloamericani nel 1943, la modernità – all’interno del villaggio guidato sempre dalla famiglia Guiscardo. Insomma, il favoloso mondo di Mastraca è un incredibile incrociarsi di destini, di vicende reali e di fenomeni prodigiosi fra vita e sogno. Una favola, dove il sogno entra nella vita e la vita nel sogno, dove tutto appare e scompare, anche quando un giorno riappare il marasma della storia.
Anche in questo romanzo, dunque, come in quasi tutti gli altri dello stesso autore, il lettore è immerso in un tempo visionario e fantastico, sospeso tra realtà e leggenda, folklore e magia, storia e superstizione, tradizioni e cultura popolare, quello che potremmo definire – seguendo schemi màrqueziani – il realismo magico siciliano. Insomma, il mondo mitico e simbolico, reale e magico, dell’estetica di Francesco Bellanti.

Riportiamo qui la straordinaria motivazione dell’assegnazione del premio.
Francesco Bellanti
“Per la straordinaria capacità di fondere ricerca storica, invenzione narrativa e dimensione favolosa in un’opera di ampio respiro, coerente e visionaria.
I Guiscardo di Sicilia si distingue per la costruzione di un universo narrativo autonomo, dove la storia collettiva e quella familiare si intrecciano fino a diventare mito contemporaneo, capace di interrogare il fallimento delle ideologie, il disincanto del progresso e il bisogno umano di rifondare comunità e senso.
Con una scrittura colta ma profondamente narrativa, Bellanti restituisce una Sicilia simbolica e universale, popolata da figure memorabili che abitano la soglia tra realtà e immaginazione, tra memoria e sogno.
Un’opera matura, ambiziosa e necessaria, che trasfonna la Storia in racconto e il racconto in atto di resi tenza poetica contro l’oblio.
A rendere l’opera ulteriormente significativa è la consapevolezza etica dello sguardo, che non idealizza né assolve, ma osserva con lucidità il ritorno ciclico della Storia e delle sue fratture.
Nel mondo di Mastraca, utopia e disincanto convivono fino allo scontro finale, ricordandoci che ogni paradiso umano porta in sé il germe della perdita.
È proprio in questa tensione irrisolta che I Guiscardo di Sicilia trova la sua forza letteraria più autentica”.

Libro molto particolare e ben scritto.
Loris, ha comprato e letto il libro? Mi piacerebbe avere un suo parere più articolato, grazie.