La seconda giornata di Serie A ha regalato emozioni, colpi di scena e soprattutto quattro partite dal grande peso specifico per classifica e morale delle squadre coinvolte.
A San Siro l’Inter di Chivu, reduce dal roboante successo per 5-0 contro il Torino all’esordio, cade clamorosamente contro un’Udinese solida, organizzata e trascinata dal talento purissimo di Arthur Atta, il giovane francese cresciuto a Rennes che al 40’ ha firmato con un destro chirurgico il 2-1 decisivo dopo il rigore trasformato da Davis al 29’. E dire che l’inizio era stato promettente per i nerazzurri, avanti con Dumfries al 17’ su azione confezionata da Lautaro, Thuram e Dimarco. Ma proprio l’olandese si è poi macchiato dell’ingenuità che ha rimesso in partita i friulani, con un tocco di mano che ha permesso all’Udinese di pareggiare.
L’Inter ha mostrato due volti: brillante e verticale nelle prime uscite, lenta e fragile dietro quando si è trattato di rincorrere, con Bisseck colpevole nell’occasione del gol di Atta per non essere uscito a contrasto. Nel secondo tempo Chivu ha cambiato modulo inserendo Esposito e provando un assalto finale con addirittura quattro attaccanti, ma la resistenza dei ragazzi di Runjaic è stata impeccabile, con Solet monumentale nelle chiusure e Atta instancabile a dare qualità e muscoli fino all’ultimo respiro.
San Siro ha così salutato una delle sorprese più clamorose di questo inizio stagione, con l’Udinese che piazza il colpaccio e i nerazzurri che dovranno subito ricostruire certezze prima della sosta.
A Genova invece la Juventus di Tudor fatica, soffre, rischia molto contro un Genoa coraggioso e ben messo in campo da Vieira, ma alla fine trova tre punti pesantissimi grazie a Vlahovic, entrato nella ripresa e autore del colpo di testa vincente al 73’ su angolo di Kostic.
La partita del Ferraris è stata complicata per i bianconeri, incapaci per lunghi tratti di imporre la propria qualità contro un Grifone aggressivo e capace di andare vicino al vantaggio con Ellertsson e Masini, che ha colpito la traversa al 51’.
Tudor ha inizialmente puntato su David in attacco, ma il canadese ha sprecato una clamorosa occasione e nel secondo tempo il tecnico croato ha cambiato volto alla squadra con gli ingressi decisivi di Vlahovic, Kostic e Koopmeiners. Alla fine la Juve ha mostrato esperienza, compattezza e cinismo, mentre il Genoa ha pagato un calo fisico nella ripresa e la mancanza di qualità sotto porta, restando comunque una squadra viva e competitiva.
All’Olimpico di Roma invece la Lazio ha dato una risposta fragorosa alla sconfitta di Como, travolgendo il Verona con un netto 4-0 che non lascia spazio a discussioni. Già dopo 10 minuti i biancocelesti erano avanti di due reti, con Guendouzi al 3’ e Zaccagni al 10’, entrambi serviti da uno scatenato Castellanos che al 41’ ha trovato anche la gioia personale firmando il tris su punizione di Rovella sfruttando l’uscita a vuoto di Montipò.
Nella ripresa la squadra di Sarri ha controllato agevolmente il match senza mai rischiare davvero, trovando nel finale anche il poker con Dia all’82’. Prestazione brillante e corale, con Castellanos assoluto protagonista (due assist, un gol e persino una rabona spettacolare), Guendouzi e Zaccagni reattivi sotto porta e Rovella in cabina di regia ispirato.
Il Verona ha provato una timida reazione al 30’ con Bernede che ha colpito un palo, ma la squadra di Zanetti si è svegliata troppo tardi e non ha mai dato la sensazione di poter riaprire l’incontro. La Lazio torna così a vincere in casa dopo quasi sette mesi, scacciando i fantasmi e rilanciandosi in classifica.
Infine a Torino i granata e la Fiorentina hanno dato vita a una partita equilibrata e intensa, terminata 0-0 ma ricca di occasioni e soprattutto di interventi decisivi dei due portieri, Israel da una parte e De Gea dall’altra, autentici protagonisti del pomeriggio.
Il Torino, desideroso di riscattarsi dopo il tracollo contro l’Inter, ha mostrato più solidità difensiva e buone trame offensive, andando vicino al gol con Casadei e Simeone, ma trovando sempre sulla propria strada un De Gea reattivo e sicuro.
La Fiorentina di Pioli, costruita attorno al talento di Gudmundsson e alle punte Piccoli e Kean, ha faticato a trovare spazi nel primo tempo ma è cresciuta nella ripresa grazie all’ingresso di Fagioli, che ha dato geometrie e qualità, arrivando a sfiorare il vantaggio con Gosens di testa e lo stesso Kean, che però si è letteralmente sostituito al portiere avversario salvando sulla linea un gol fatto.
Nel finale entrambe hanno provato a vincere, ma la serata di grazia dei due estremi difensori ha blindato il pareggio, un punto che serve a muovere la classifica e soprattutto a dare fiducia a due squadre ancora in costruzione.
La giornata si chiude quindi con l’Inter sorpresa in casa dall’Udinese, la Juve che resta a punteggio pieno pur tra mille difficoltà, la Lazio che rialza la testa con una goleada e il pari tra Torino e Fiorentina che premia due squadre generose ma imprecise, in attesa che la sosta chiarisca i primi equilibri reali di un campionato che si annuncia vibrante e incerto.
