«Non c’è niente di moderno, né tantomeno di cui vantarsi, nell’incentivare e rendere più facile, rapido e invisibile l’aborto, fino a spingere per la somministrazione a domicilio: l’aborto resta la soppressione di una vita umana, che ferisce profondamente le donne lasciandole ancora più sole. Peraltro questa scelta allontana e non avvicina la sanità alle persone, come sostiene il presidente Fico». Così Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita & Famiglia, commenta la scelta della Regione Campania di consentire l’assunzione della pillola abortiva anche a casa.
«L’amministrazione Fico – prosegue Ruiu – utilizza una retorica progressista, che si nasconde dietro parole come “dignità della donna”, “modernità”, per mascherare la cruda realtà dell’aborto chimico domestico, che abbandona le donne alla solitudine e al dolore fisico e psicologico, tra l’altro facilitando la coercizione da parte di terzi. Per di più svilisce il ruolo dei consultori, trasformandoli in strumenti di abbandono, anziché essere presidi di ascolto che offrono alternative valide e concrete per evitare l’aborto, mostrando che è sempre possibile custodire le donne e la vita che portano nel grembo».
«Il presidente Fico – conclude Ruiu – anziché inseguire le derive ideologiche di Toscana, Emilia-Romagna e Lazio, dovrebbe invece guardare al modello virtuoso del Piemonte, che con il Fondo Vita Nascente ha dimostrato che la politica può stare concretamente sia dalla parte delle donne, delle famiglie, delle coppie, sia dei nascituri. Per dare voce a chi non ha voce, cioè ai nascituri e alle migliaia di donne abbandonate, scenderemo in piazza il 13 giugno, a Roma, con la Manifestazione Nazionale “Scegliamo la Vita”. L’appuntamento per chi sceglie la vita è alle 14.30 in piazza della Repubblica: non lasceremo vincere l’indifferenza!».
