In questi giorni abbiamo avuto notizia delle sanzioni imposte, a firma di Kaja Kallas, la biondina che è stata imposta come Alto Rappresentante UE per la politica estera, al colonnello svizzero Jacques Baud.
Si tratta di un militare svizzero in pensione che viveva a Bruxelles e scriveva articoli o faceva interventi su varie testate e canali.
Il colonnello è stato accusato di propaganda filo-russa e di dichiarazioni “complottiste”.
Di fatto, con un atto amministrativo, è stato privato di diritti fondamentali come quello di acquistare cibo e di movimento nella UE.
In primo luogo è senz’altro inspiegabile come una limitazione tanto grave alla libertà personale possa essere comminata, senza l’intervento di un giudice e senza che all’interessato sia data la possibilità di difendersi.
Non ci stupiamo: la UE ormai sta andando verso una deriva totalitaria come è stato dimostrato dalla gestione delle elezioni in Romania e i brogli alle elezioni moldave.
Anche in Germania ci sono stati probabili brogli.
Seguivo le analisi del colonnello su vari canali come «Il contesto» di Giacomo Gabellini e quello di Glenn Diesen.
Erano sempre interessanti. E’ un osservatore competente che descrive, indicando le fonti, la realtà internazionale. Le accuse sono dunque ridicole.
Il punto è che, per sostenere la narrazione della UE e del main strean atlantista, ormai non basta più nascondere le opinioni contrarie, emarginandole in canali minoritari, ma occorre affermare un autoritarismo più evidente.
Non ci stupisce questa deriva totalitaria, promossa da una classe dirigente UE rozza, ignorante e incapace rappresentata in questo caso dalla Kallas.
Il caso è preoccupante e occorre reagire in tutte le possibili sedi.
Vincenzo Silvestrelli
