L’IDF ha annunciato ieri, 29 agosto 2025, che Gaza City è ufficialmente diventata una “zona di combattimento pericolosa”, dove le pause tattiche che consentivano l’ingresso limitato di aiuti umanitari non avranno più luogo.
La decisione, presa “in conformità con la valutazione della situazione e le direttive politiche”, segna l’inizio di una fase operativa su vasta scala nella città palestinese.
L’azione segue il recupero dei resti di due ostaggi, tra cui Ilan Weiss, catturato durante l’attacco del 7 ottobre 2023, a consolidare la determinazione di Gerusalemme a proseguire senza esitazioni.
Le operazioni attualmente in corso nei sobborghi e nei quartieri strategici di Gaza City indicano un rendimento deciso dei mezzi militari israeliani, supportato da massicce manovre di terra e da un numero crescente di riservisti mobilitati.
Obiettivo dichiarato del governo Netanyahu: smantellare le strutture terroristiche di Hamas, porre definitivamente fine alla minaccia e garantire il rientro degli ostaggi – vivi o deceduti – con piena determinazione.
Israele ribadisce il suo impegno a continuare gli sforzi umanitari nei settori non soggetti a combattimenti, nonostante la sospensione delle pause nella zona urbano-combattuta.
Tuttavia, l’interruzione delle pause nell’area più densa del conflitto – Gaza City – desta preoccupazione anche tra alleati, mentre le organizzazioni umanitarie mettono in guardia sul rischio di una catastrofe alimentare in corso, che potrebbe peggiorare ulteriormente.
Secondo l’ONU, vaste aree della Striscia sono già sottoposte a evacuazioni o attacchi attivi, e circa l’80 % della popolazione civile vive in zone ormai impraticabili.
I numeri tragici del conflitto restano impressionanti: oltre 63000 morti palestinesi da ottobre 2023, con almeno decine di decessi causati da fame nelle ultime 24 ore, emergono dalle autorità sanitarie della Striscia.
In sintesi, Gaza City è ora ufficialmente una zona di combattimento, con stop alle pause umanitarie; le operazioni militari israeliane in corso, su vasta scala, hanno obiettivi strategici chiari: distruggere Hamas e garantire il ritorno degli ostaggi; l’attenzione resta alta sul fronte umanitario, con l’IDF che afferma di continuare gli aiuti fuori dalle aree di combattimento, mentre cresce il rischio di deterioramento della situazione umana a Gaza.

Sono macellai vergognosi.